game over

27Apr07

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Se sei un criminale ma non hai l’immagine adatta, devi trovarla. Non importa che sia rubata al cinema, come racconta Saviano, ai fumetti, ai videogiochi. Devi a tutti i costi trovare una scorciatoia per sembrare temibile, ma soprattutto invincibile. Devi studiare tutto nei minimi dettagli: acconciatura, abito, colori, accessori, arma. I tuoi minuti di gloria dipendono da quanto sei stato bravo a mascherarti. Come in un evento cosplay tutti ti guarderanno, e se il costume fa il suo effetto finisce pure che non paghi. Che è la vita vera, e la pagherai tutta, puoi pensarci anche dopo. O mai. Game Over.

“[…]L’ispirazione cinematografica arriva a condizionare anche le scelte tecniche come l’impugnatura della pistola e il modo di sparare. Una volta il veterano della Scientifica di Napoli mi raccontò come i killer di camorra imitassero quei film:

Ormai dopo Tarantino quasi hanno smesso di saper sparare come Cristo Comanda! Non sparano più con la canna dritta. La tengono sempre sbilenca, messa di piatto. Sparano con la pistola storta, come nei film, e questa abitudine crea disastri. Sparano al basso ventre, all’inguine, alle gambe, feriscono gravemente senza uccidere. Così sono sempre costretti a finire la vittima sparando alla nuca. Un lago di sangue gratuito, una barbarie del tutto superflua ai fini dell’operazione.

Le guardaspalle delle donne boss sono vestite come Uma Thurman in Kill Bill: caschetto biondo e tutto giallo fosforescente. Una donna dei Quartieri Spagnoli, Vincenza Di Domenico, per un breve periodo collaboratrice di giustizia, aveva un soprannome eloquente, Nikita, come l’eroina del film di Luc Besson.[…]”
Saviano - Gomorra.


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