esami - antisanti manifesto pt 2

Il giovane Salvador Dalì era un brillante ed eccentrico studente dell’Accademia d’Arte di Madrid. Entrambe le caratteristiche del genio catalano - la profonda conoscenza dell’arte e l’assoluta mancanza di rispetto per gli schemi e le convenzioni - lo avevano già reso famoso presso la comunità degli intellettuali della capitale spagnola.
Nessuna meraviglia, quindi, che la sua dissertazione di laurea fosse vista come un evento. L’aula ad anfiteatro era gremita in ogni ordine di posti quando Dalì, elegantemente vestito, si presentò al tavolo della commissione.
L’esame funzionava così: sulla cattedra c’era un’enorme urna contenente centinaia di bussolotti, ognuno dei quali conteneva un foglietto su cui era scritto un argomento di storia dell’arte. Gli studenti più preparati pescavano il primo bussolotto e improvvisavano una brillante conferenza. A quelli meno brillanti servivano invece più bussolotti prima di pescare l’argomento su cui erano preparati.
Dalì si sedette, pescò il primo bussolotto e lo aprì. Guardò la commissione, fece di no con la testa e poggiò di lato il foglietto. Un brusio si alzò dall’uditorio.
Il giovane artista pescò il secondo bussolotto. Lo aprì. Guardò la commissione. Fece di nuovo no con la testa e posò di lato il foglietto.
Il brusio era diventato clamore. Il mito vacillava. Tra il pubblico c’era già chi abbandonava l’aula commentando ad alta voce.
Salvador Dalì prese il terzo bussolotto.
Lo aprì.
Guardò la commissione.
Guardò il foglio.
Guardò di nuovo la commissione.
E finalmente cominciò a parlare.
“Sentite - disse - io ho pescato tre bussolotti. Ho letto i tre argomenti.
Il problema è che su nessuno di questi tre argomenti c’è la minima possibilità che voi ne sappiate più di me. Quindi, se volete, passate pure da questo lato della cattedra: io passo dal vostro e vi faccio l’esame”.
Ovviamente Dalì fu immediatamente espulso dall’Accademia. Ma il suo genio visionario ha fatto più scuola di tutti gli accademici del mondo.



Aneddoto straordinario, grazie.
[Ste]
Un po’ come quando mio zio, dopo aver rifilato una tripletta a calcetto in 10 minuti alla squadra avversaria, prese il borsone e se ne andò via schifato.
Semplicemente geniale…