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Angelo Lorusso è un giovane e brillante collega che si occupa di pr e progetti digitali. Abbiamo ricevuto da lui questa riflessione, anticanonica come ci piace. Voi che ne dite?

A volte mi domando quanto le possibilità multimediali abbiano cambiato il modo di vedere le cose e quanto lascino il segno sull’immaginario collettivo odierno.
E, intendiamoci, non voglio fare il solito discorso sulla rivoluzione del digitale.
Mi riferisco agli ultimi casi dall’”alto tasso di notiziabilità”, come atti sessuali in luoghi e situazioni pittoresche, atti di bullismo e vandalismo, filmati di idiozie giovanili et similia.
Io, tornando indietro con la memoria, le cose viste nei video tanto decantati come Orrori-di-questa-società-che-oddio-dove-sta-andando-a-finire le ho viste tutte. E sono restio a credere che nessuno poteva immaginare che nelle scuole ci sia emarginazione per i “diversi” o atti sessuali dove ci si pavoneggia per la propria disinibizione. Allora questo oblò che si apre, facendo risaltare questo spaccato di realtà cruda…come lo definireste? A me piace chiamarlo Buonismo.
Una delle malattie peggiori della realtà odierna, che dista solo 2 metri dall’ipocrisia. E’ più subdola però, si insinua sottopelle e si nutre di concetti bagnati nel cattolicesimo (non Cristianesimo, eh!) e nella sfera della delle responsabilità delegate.
Insomma non mi interessa sottoporre il problema del fatto che una notizia che effettivamente non lo è, o che forse si basa su comportamenti intrinseci alla natura umana, riempa pagine…non mi importa davvero.
Mi interessa constatare l’acriticità e la mancanza di “memoria storica” con la quale noi la accogliamo e capirne il perchè. Cos’è che ha spinto kili di fogli scritti con la solita grafia (e neanche in bella copia) sotto il megariflettore di pubblico dominio?
Il fenomeno della pertinenza.
Lo stesso che infiamma i forum con flames sulle discussioni più inutili, con le considerazioni più superficiali che nel discorso parlato sono solo onde acustiche che si perdono nel rumore del traffico o della muzak.
La pertinenza tiene in vita cose che, per percorso naturale, dovrebbero riposare in pace da tempo… crea il fenomeno del sovraffollamento informativo… il Kaos.
[Voce impostata fuori da un megafono] ATTENZIONE: Cose dette per dire in pdf, potrebbero sembrare il nuovo vangelo o il libretto di istruzioni di un polmone d’acciaio.
Quindi tenere in vita e vero ciò che se lo merita è una missione per chiunque disponga di un apparecchio multimediale.
I vostri Hard disks e le vostre schede di memoria si sentiranno meglio a cuor leggero… I cd o i dvd un po’ meno.
Fatelo almeno per me, così non mi secco a vedere i soliti rss su questi argomenti.
Abbiamo parlato di qualcosa che dipende da noi…avremo modo di affrontare anche quello che non è in diretta dipendenza dalla nostra volontà…pure.
Maledetta Pertinenza.


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