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Il numero in edicola di Diogene, magazine italiano di filosofia, dedica un’ottima monografia - scritta a più mani - alla filosofia dello shopping.

Quello che potremmo chiamare la “fenomenologia dello shopping” è allora qualcosa di molto più complesso ed eterogeneo di quanto potrebbe sembrare. Abbiamo a che fare sia con meccanismi impersonali, il mercato, sia con la creazione di un mondo incantato, la ribalta per le merci.

La rivista si trova in edicola ma, fatto assai meritevole, mette contemporaneamente (e gratuitamente) a disposizione gran parte dei materiali sul sito ufficiale.
Antisanti consiglia e promuove.


Un Commento to “la botte di diogene”  

  1. 1 marcello

    Volevo, in un certo senso, rispondere a colui che mi ha sollecitato, in qualche modo. a trovare un ponte tra musica e linguaggio. A mio parere si dovrebbe risalire alla pietra focaia della speculazione, allo ” stupor ” e di qui alla meditazione.. che è un pensare senza parole.. che ben si accorda al linguaggio musicale..ma, di preferenza al movimento, sia sotto forma di danza, che di agitazione ritmica delle mani o della bacchetta di un direttore d’orchesta.. La danza, il ritmo, che si impone durante una ascolto , che ci ruba un dito, una mano.. non rientra forse nel movimento propriamente musicale, del tutto particolare e specifico ? Il movimento non potrebbe essere il linguaggio dei segni, una fonte di comunicazione simultanea allo sgorgare delle note ? Un lontano ” ciao” non è forse l’insieme dell’agitarsi della mano.. e non ha forse un senso preciso e inequivocabile ? Se a qull’agitarsi corrispondesse un suono, non creeremmo la musica di un linguaggio, anzichè il linguaggio della musica ? Ma già sarebbe qualcosa per il ponte..

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