
Il blog delle gatte
ha ripreso un’interessante discussione già in corso da tempo sul sito ADCI.
Perché gli italiani non vincono a Cannes?
Io non lo so perché noi italiani non vinciamo a Cannes. Probabilmente perché all’estero ci sono agenzie che investono budget milionari solo per il Festival. Che si possono permettere un paio di giorni a settimana completamente dedicati alla creatività.
Noi Italiani non vinciamo a Cannes perché siamo ancora troppo deboli con i clienti, perché le agenzie di pubblicità non sono agenzie che offrono consulenza e strategie di comunicazione, ma impaginazioni grafiche e titoli ad effetto dietro indicazioni del cliente.
Noi Italiani non vinciamo a Cannes perché le nostre agenzie sono piene di persone che scelgono di fare l’account senza sapere che il lavoro dell’account è un lavoro difficile, e può diventare un bellissimo lavoro se fatto seriamente. No. Quelli arrivano, si piazzano lì e pensano che sia come fare il segretario, solo anziché riferire numeri e appuntamenti al cliente riferisci le campagne. Anche via mail.
In Italia non vinciamo a Cannes perché non abbiamo un gruppo ufficiale di giovani creativi del paese, e non andiamo a Cannes tutti insieme con un pullman completamente decorato dalla testa ai piedi come fanno gli Olandesi.
Non vinciamo a Cannes perché ci sono troppi direttori creativi frustrati e sopra i quarant’anni che prendono le idee dei loro giovani creativi, cambiano il titolo o l’art direction e poi si sentono legittimati a firmarli con il proprio nome. Noi Italiani non vinciamo a Cannes perché spesso quando iscriviamo i lavori al Festival cambiamo il titolo, e anziché tradurlo lo accorciamo o decidiamo di dire un’altra cosa solo perché suona meglio, ed è più moderna, pure se stravolge il concetto iniziale. Probabilmente non vinciamo a Cannes perché siamo ancorati allo schemino classico del radio “creatività di 10 secondi - istituzionale di 20″, quando all’estero esistono radio di oltre un minuto che puntualmente vincono il grand prix.
Noi Italiani non vinciamo a Cannes perché le nostre pubblicità non fanno ridere.
Ma soprattutto, non vinciamo a Cannes perché stiamo chiusi 8 - 10 ore al giorno in agenzia e quando vogliamo uscire alle 18 per andarci a vedere una mostra c’è sempre uno stronzo che ti fa la battuta della mezza giornata.
C’è poco da fare, il lavoro creativo in Italia è un lavoro da impiegato. C’è qualche pausa caffé in più, ma per il resto non cambia.
The less things you see, the less ideas you have. Questo devono mettersi in testa gli Italiani, se vogliono vincere a Cannes.



mi accodo e concordo: da “giovane” account di RP non posso che tristemente constatare quanto poco spazio ci sia dato per migliorare la nostra creatività: il mio “part-time” solitamente comincia alle 9 e finisce alla 20.
E meno male che sono curiosa di natura e ho tanti amici che mi segnalano cose belle e interessanti via email o messenger, altrimenti tutto il mio mondo sarebbe in una scrivania.
E non è certo di questo che ho bisogno per crescere e per far crescere i clienti per cui lavoro….ma vallo a spiegare al capo…
Io penso anche io che noi italiani non vinciamo a Cannes perché non abbiamo i coglioni. Gli account non hanno i coglioni di andare dal cliente e dirgli che i testi li scrivono i copy, e le immagini le fanno gli art, e che è così perché siamo noi gli esperti di comunicazione. Ma noi italiani non vinciamo a Cannes anche perché i consumatori sono coglioni, perché una campagna ha confermato un prodotto leader di mercato…e il creativo si vergogna di averla firmata, tanto è brutta e offensiva per l’intelligenza del consumatore… Diciamocelo: noi itaqliani non ci meritiamo di vincere a Cannes, perché non abbiamo il coraggio di pretenderlo.
sono d’accovdo.