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Guardando il trailer del nuovo agghiacciante film per la generazione in fiore italiana, mi sono resa conto di una cosa: fare il grafico pubblicitario “fa fico”. Anzi, fichissimo. Ma c’è un problema che molti non valutano mentre scelgono corsi e specializzazioni da grafico pubblicitario: il mestiere del grafico pubblicitario, non esiste. O almeno, non nelle grandi agenzie di pubblicità. Forse nei piccoli service di quartiere, o nelle piccole agenzie che smazzano cataloghi, brochure, loghi, biglietti da visita. Ma in Agenzia, no. Esiste l’art director, colui che è prima chiamato ad avere un’idea decente e poi a renderla visivamente appetibile, esistono gli illustratori, a volte il reparto di design, con dentro i graphic o web designer. Ci sono i copywriter, i centralinisti, gli account, i ragazzi che vengono a cambiare le pasticche nei distributori automatici per la gioia di tutti, ma di grafici pubblicitari nemmeno l’ombra. Quindi attenti voi che mossi dall’ambizione cercate un posto in una qualsiasi di queste grandi agenzie mangia-vita. Dire “sono un grafico pubblicitario” marca male, malissimo. I direttori creativi non vi prenderanno in considerazione, gli art director vi rideranno in faccia e i copy, più snob, inizieranno con una serie di domande al vetriolo per il solo gusto di mettervi in difficoltà. Insomma, sappiate che il mestiere che volete fare non esiste, o almeno non si chiama come credete. Avvisati, mezzi salvati.


12 Commenti to “il mestiere invisibile”  

  1. 1 angelo

    bellissimo post.

  2. 2 fermina

    =) la grafica è la ciliegina sulla torta

  3. 3 francesco

    io ho un amico che fa il grafico pubblicitario. era un writer di gran talento e adesso disegna le insegne al neon dei negozi.
    tutto questo è stato lo sbocco che gli ha offerto la provincia…
    però a quanto pare è contento. chissà.

  4. 4 lilyce

    nell’istituto d’arte della città vicina alla mia c’è un indirizzo in grafica pubblicitaria.
    ben diverso da i graphic designer.
    perché mai avere un grafico quando puoi avere un art director e fargli fare il lavoro di entrambi?
    …già…perché mai…

  5. 5 slego

    io sono uno di quelli che “smazzano cataloghi, brochure, loghi, biglietti da visita”. ovvero sono un libero professionista che si occupa di impaginazioni, di loghi, di inserzioni pubblicitarie, di siti web. come dovrei chiamarmi? art-director? graphic/web designer? copywriter? no. semplicemente grafico pubblicitario: non è che mi piaccia molto come definizione, ma non ne ho ancora trovata una più adatta.

    che poi nelle “vere” agenzie ci siano più figure professionali, ognuna con un suo specifico ambito di competenza, è un altro paio di maniche.

    anche in una fabbrica di mobili ci sono diversi profesisonisti: c’è il designer, il progettista, c’è chi sceglie i materiali, chi lavora il legno, chi monta… ma ci sono anche artigiani che il mobile lo fanno tutto da sè. c’è l’industria e c’è l’artigiano.

    io sono un artigiano della comunicazione, e come me molti altri.
    e come in tutti i settori c’è chi lavora bene e chi male, grande o piccolo che sia.
    anche le agenzie più blasonate a volte partoriscono vere porcate.

    dunque meno pippe, eh?

  6. 6 fermina

    Sulle porcate delle grandi agenzie non c’è dubbio.

    Io non discuto il “grafico”. Discuto il “pubblicitario”. Che tutte le scuole, accademie, università aggiungono perché fare il “pubblicitario” fa fico, e così attirano più polli. Un bravo grafico sa fare un logo, una brochure, così come un booklet di un cd o un sito. E io lo chiamo grafico, appunto.

    saluti

  7. 7 lilyce

    sì ma i grafici pubblicitari non fanno i loghi.
    quelli sono i graphic designer che poi noi chiamiamo grafici.
    i grafici fanno molto meno: solitamento sono gli impaginatori. Fotoritoccano, impaginano, eseguono… ma non “creano”.
    Almeno, questo quello che viene insegnato nei corsi di grafica pubblicitaria: come essere ottimi esecutivisti.
    Poi, chiamatevi un po’ come vi pare, cari i miei grafici!
    ;P

  8. 8 slego

    diciamo che quando uno mi chiede “che lavoro fai”, se dico “faccio il grafico” il più delle volte quello mi ridponde “cioè?”. se ci aggiungo “pubblicitario invece capisce. non sarà corretto e nemmeno esaustivo, ma rende l’idea. il giorno in cui troverò una definizione più appropriata la userò.

  9. 9 roby

    Mi consigliereste un buon corso post laurea (ho fatto architettura…), gratuito, a Milano, per art director?

    grazie di cuore

  10. 10 lilyce

    gratuito? a Milano? uhm… non mi viene in mente niente… magari un corso di photoshop organizzato da qualche regione o associazione… poi il resto ce lo metti da te… ma un corso di art direction gratuito… credo che non esista! credo…

  11. 11 fermina

    io di gratuito non conosco proprio niente, mi dispiace.

    A pagamento, di certo trovi degli interessanti master al Naba (www.naba.it), all’Accademia di Comunicazione (http://www.hdemia.it) e all’Istituto Europeo di Design (www.ied.it).

  12. 12 lilyce

    yes! però per Art in hdemia solo corsi triennali. Se sei architetto probabilmente ti abbuonano il primo anno, ma gli altri due li devi fare! mentre per graphic designer c’è anche il master…

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