la sindrome di tati
Come ad ogni avvio di una nuova stagione del Grande Fratello televisivo, siamo bombardati da ogni tipo di notizie sul programma e su tutto quello che ad esso gira intorno.
E, come tutti sanno, molti dei protagonisti delle scorse edizioni hanno provato a riciclarsi nel mondo dello spettacolo, con alterne fortune. Tra costoro non c’è Amata “Tati” Albero, che partecipò al Grande Fratello 2.
Anzi, a giudicare da quanto la stessa Tati scrive, l’esperienza non è stata delle più positive.
Per tre anni della mia vita, dopo aver compiuto la drastica scelta di ritirarmi dalle “quinte” e dai salti con l’asta di Costanzo, ho vissuto costantemente con il fantasma della mia passata esperienza ad alitarmi sul collo. Ho cambiato università, colore e taglio di capelli, sfuggendo sguardi curiosi e scrutatori. Spesso, in un locale, ad una festa, o semplicemente fra i corridori dell’università sono morta dall’imbarazzo, perché non sai mai quali giudizi ti tiri dietro per quello che hai fatto. Senza contare le risatine e i commenti sotto i baffi, le dicerie e le critiche sulla mia presunta demenza e inutilità, avendo partecipato al GF.
E addirittura:
C’è voluto tempo, e anche una bella dose di dolore, per venir fuori dalla voragine in cui ero caduta dopo i miei tre mesi filati nella casa più spiata di Italia e i successivi sei a fare il burattino mediatico. E io, che pure sono arrivata in finale e a mio modo sono stata premiata dal consenso popolare, sono stata in quei tre mesi della mia vita davvero il peggio che potevo essere. Perché là dentro, fra le luci che non dormono mai e gli specchi nei quali ti osservi di continuo, scatta una molla nella psiche turbata, si regredisce, il pensiero perde logica.
Facili ironie a parte, si tratta di una riflessione interessante e - a modo suo - drammatica.
Voi che ne pensate?



onestamente? che poteva pensarci anche prima!
cmq… speriamo cha le sia statop utile… almeno il grande fratello a qualcosa sarà servito!
…onestamente io penso che c’è gente che va al e guarda il grande fratello senza nemmeno sapere perché si chiami così… e questo fa pensare…
Il mio ricordo più bello legato al Grande Fratello risale all’autunno del 2000 quando nella mia libreria di fiducia trovai una pila di “1984″ di Orwell cinti da una fascetta promozionale con logo del GF televisivo e la dicitura “Il romanzo da cui è stato tratto il Grande Fratello”.
Se non lo avessi avuto già letto me lo sarei comprato solo per avere cotale cimelio da tramandare ai posteri.
O_O non ci posso credere…
Comprai l’unico libro in esposizione senza l’immonda striscia, all’epoca…
Che scelta assurda.
ps. interessante secondo me è soprattutto dove ha scritto quelle parole…