Philips Satinelle Ice
Immagino la scena: il responsabile comunicazione di Philips che si allenta la cravatta e manda giù saliva a litri. Non ha scelta anche se vorrebbe.
DDB Londra ha pronto il nuovo spot, probabilmente l’idea è sulla scrivania da mesi insieme a nuove interessanti scoperte di mercato. I target cambiano, sono sempre più diversi e sempre più sensibili e gruppi che qualche anno fa non erano nemmeno contemplati oggi sono i primi acquirenti. Il prodotto in questione è Satinelle Ice, un epilatore - uno di quelli che i peli li strappa e non li taglia - con una parte refrigerante che attenua il dolore.
Il lavoro di comunicazione quindi è già fatto, qui in Italia c’è solo da pianificare gli spazi televisivi. E pregare.
Sta per andare in onda uno spot davvero troppo avanti per il nostro paese, spot in cui si sente scandire la parola “PELI”. Non “Pelle liscia” o “depilazione perfetta”. Peli.
Ah, e c’è un altro piccolo particolare: il protagonista è un trans. Una donna che però è anche un uomo e in quanto tale non sopporta il dolore.
In attesa dell’insorgere di Vaticano&Co, tanto di cappello ad agenzia e azienda per aver scelto una strada che nessuno aveva ancora osato percorrere.
Per la versione originale clicca qui.
stavolta mi sa che il cliente avrebbe detto:
-ma si capisce che è per le donne?
la trans è bellissima e questa cosa che gli uomini non sopportano il dolore la trovo tremendamente vera. Applausi.
“Una donna che però è anche un uomo e in quanto tale non sopporta il dolore.”
questo nazi-sionismo ci sta uccidendo
la pelle è diversa, la sensazione del dolore è diversa.
mi viene da pensare a un prodotto non pensato per le donne, che non tiene conto della loro differenza, per far spazio a mille altre differenze. è come se si dicesse che se una donna può essere presidente, allora qualcunque minoranza…il problema è che l’universo femminile non è una minoranza, o una delle tante minoranze, ma la metà del mondo….il maschile vuole proprio riassorbire in sé ogni cosa…
Primo, la pelle dopo 2 anni di terapia ormonale e’ IDENTICA , sottile e soprattutto sensibile come quella di TUTTE le donne.
Secondo , UNA transessuale ( qua non si parla di donne che transizionano in uomo, mi sembra ) sopporta ben piu’ del dolore di una normale donna, se si pensa alla epilazione definitiva di viso e corpo( ove richiesto e necessario).
UNA transessuale non ha nulla di maschile se non un organo genitale NON funzionante e soppresso dagli antiandrogeni ( sto parlando, chiaramente, non di prostitute viados o simili).
non solo trovo la punbblicita’ un’offesa ignobile, ma trovo anche i vostri commenti assolutamente fuori luogo e soprattutto sono fatti con una TOTALE ignoranza rispetto al tipo di argomento trattato.
Pucichelato, io il tuo discorso non lo capisco.
Il concetto è semplice:
- Gli uomini hanno una soglia del dolore più bassa, sentono più male delle donne.
- Ci sono uomini che fanno le stesse cose delle donne: si depilano per esempio.
- L’epilatore fa male.
- Il ghiaccio anestetizza il dolore.
Ho le lacrime agli occhi.
Meravigliosa. Semplice. Vera.
Irreale che l’abbiano fatta passare in Italia. Grazie signor AD Philips Italia.
Chissà quanto durerà in onda, al limite se qualcuno dovesse “insorgere” la cosa finirà sui giornali e allore TUTTI vedranno lo spot (c’è anche la pubblicità cartacea comunque…). In ogni caso la Philips ci avrà guadagnato, speriamo che il paese ne approfitti per andare avanti e non per chiudersi a riccio nel medievalismo cattoqualunquista.
semplicemente geniale!
La Philips stavolta mi ha stupito… in positivo!
Io vorrei fare i complimenti a tutte queste persone così “avanti” che hanno lodato una publicità cosi’ “avanti” per questa Italia che se non si mostra anticonformista e trasgressiva è cattoqualunquista e idiozie del genere.. innanzitutto vorrei dire che ormai nei ghetti dei pensieri della gente ci sono le famiglie, le persone che credono in certi valori soprattutto religiosi e gli etero.. non so se vi siete accorti che oramai più sei trasgressivo più sei “normale” quindi vorrei dire a tutti quelli che si affannano a voler sbandierare certi diritti ideologici, di non preoccuparsi.. hanno molto più spazio loro delle tradizionali famiglie o coppie etero.. per quanto riguarda lo spot vorrei limitarmi a commentare l’ultima frase che pronuncia il/la protagonista: vorrei far capire il vero senso della bellezza”. Secondo il mio modesto parere, il vero senso della bellezza, si esprime in un campo di girasoli, nel crescere di un albero, nel cambio delle stagioni.. la neve, le montagne, il mare.. il sorriso di un bimbo o il mistero della maternità.. questo a mio avviso è il senso della vera bellezza e non un paio di gambe depilate.. in altre parole la NATURA è la vera essenza della bellezza.. tutto ciò che è artificioso e artificiale non ha nulla a che vedere con il vero senso della bellezza.. mi spiace ma a mio avviso questa pubblicità è davvero poco azzeccata.
A me Monya fa un po’ strano pensarti in spiaggia, coi peli dell’inguine non rasati perché la bellezza è la natura e se la natura te li ha dati vuol dire che è bello tenrseli e mostrarli…
A parte che non so cosa inendi tu per normale, perché per me chi una coppia gay che si bacia è normale come me e il mio ragazzo quando ci baciamo.
E poi vorrei chiederti perché è poco azzeccata. Parliamo di depilazione, anzi: di epilazione. Sappiamo che scientificamente le donne hanno una soglia del dolore più alta degli uomini (NATURA ce l’ha data per permetterci di partorire). Questo è un uomo che si depila con questo prodotto perché così ha un ottimo risultato e un minimo dolore. E se non fa male a un uomo, figuriamoci a una donna! (Forse non sai che le donne dichiarano di non amare l’uso degli epilatori perché sono dolorosi, molto più dolorosi perfino della ceretta).
Se poi il prodotto mantenga la promessa o meno, è semplicemente un problema del marketing e di ricera e sviluppo.
Ma questo è ovviamente solo il mio pensiero… Potrei sbagliare, o forse no… Però potresti aiutarmi a capire come un transessuale può ledere l’idilliaco mondo delle famiglie “normali” più di tutte quelle coppie “normali” che si uccidono l’un l’altro o uccidono i propri figli…
a parte che mi sembra, e per questo mi scuso perchè non voglio sembrare maleducata, che la tua mail sia piena di luoghi comuni. Comunque ti ringrazio per la possiblità di confrontarci su questo argomento cercando un punto d’incontro sebbene possiamo avere idee diverse.. partiamo dalla pubblicità: non è tanto il fatto che abbiano scelto un transessuale per la pubblicità, perchè se può rappresentarci in parlamento direi che certi pudori sono stati superati da tempo e non è certo vederlo in uno spot che scandalizza anzi.. forse un transessuale è più azzeccato in uno spot che vuole essere innovativo che non in parlamento in cui dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani e non solo una piccola parte ma.. questa è un’altra storia.
Io non trovo azzeccata la frase finale soprattutto detto da una persona che sta attraversando un periodo della sua vita molto delicato come quello che è il cambio di sesso.. la mia contestazione è sulla frase “il senso vero della bellezza” legato poi ad un epilatore.. è ovvio cara Lilyce che io mi depilo e non solo per andare in spiaggia ma io credo che il senso vero della bellezza sia molto molto più profondo di un paio di gambe depilate che siano di uomo, di donna o di qualunque altro essere umano.
Per sgomberare poi il campo da eventuali dubbi circa la mia intelligenza o la mia sensibilità, volevo chiarire il fatto che io sono Cristiana, credo in certi valori tipo quello della famiglia tradizionale, della maternità e sono contro l’aborto come contraccettivo.. detto questo proprio perchè cerco di seguire, con difficoltà e senza riusirci sempre purtroppo, i valoro Cristiani ed amare il mio prossimo.. non è una frase fatta ma quello in cui credo. Per questa ragione io non condanno nessuno perchè non sta a me giudicare ma cerco di capire gli altri anche se sono gay, o trans o qualunque altra cosa.. ho amici gay che reputo persone fantastiche, con loro rido, scherzo, parlo di tutto ed è vero che a volte li ho trovati più acuti e sensibili di altre coppie di amici etero.. così comecredo che le persone possano amarsi molto sia che siano dello stesso sesso o meno.. ma il punto sta nel fatto che tutto ciò con la natura nel senso lato del termine non c’entra nulla… le relazioni, i rapporti umani e le sfumature che ognuno ha dentro di se sono ben altra cosa.. a volte purtroppo la cultura crea dei mostri che poi manipolati da altri mostri fanno battaglie ideologiche senza senso che fanno solo male a tutti…rispondo ancora ad una cosa: per me è normale una cosa che non sia artificiosa o forzata da cose esterne che nulla hanno a che fare con la vera intimità di una persona qualunque sia.. ognuno di noi ha o almeno dovrebbe avere una dignità che non dovrebbe essere scalfita da nulla di artificiale e purtroppo questo non capita quasi mai… spero di aver risposto a tutto e di sentirti presto.. smile
cara Monia, se è per questo dovresti ribellarti alla pubblicità tutta. “un’emozione che non hai mai provato prima”, “il mondo da un nuovo punto di vista”, “da oggi c’è un nuovo modo di vivere la strada”, “fate l’amore con il sapore”. È la pubblicità che è finta.
E infatti funziona solo quando si trova qualcosa di vero da dire.
Lascia perdere la trasgressione a tutti i costi, e lascia stare anche l’anticonformismo.
Qui il discorso è molto più semplice, ho già espresso il mio punto di vista.
-Esistono gli epilatori.
- Gli epilatori fanno notoriamente male.
-Gli uomini hanno una soglia del dolore più bassa, sentono più male delle donne.
- Esistono - che ti piaccia o no - uomini che vogliono essere donne.
Questo potrà anche offendere la tua Cristianità, ma da pubblicitaria ti dico che il meccanismo è semplice, e sposa perfettamente il marketing.
Vorrei averla pensata io, una campagna così.
saluti a tutti
A chi lo dici Fermina! Avrei voluto pensarla io… In realtà se l’avessi proposta io al DM della casa di cerette per cui ho lavorato… penso che sarei stata accusata di omicidio volontario premeditato: a lui sarebbero scoppiate le coronarie!
La pubblicità è finta, come finto è un qualsiasi film, commerciale o meno. Personalmente odio Umberto Eco: mi sembra che dica cose ovvie. Ma forse è proprio perché ovvio che tutti dovremmo ricordarci di lector in fabula e del patto che si crea tra narratore e lettore… Insomma: io non penso che se mangio un Solero una fragola gigante si spatascerà sull’auto della polizia che mi sta facendo la multa perché ho parcheggiato in divieto di sosta. Però il solero lo mangio, magari evito di parcheggiare in divieto di sosta per andarlo a comprare.
Monya, perdonami: so che ti apparirò arrogante. Ma io non ti capisco. Non nel senso che non condivido, ma nel senso che non ho capito cosa volessi dire. A parte il fatto che ti definisci crsitiana, immagino intendendo cattolica, cosa che trall’altro mi lascia totalmente indifferente come se mi avessi detto che sei puffista, religione in cui Grande Puffo è il capo di tanti minuscoli dei blu.
Tu parli di Luxuria, che non rappresenta tutti gli italiani. Che vuoi farci? Io non mi sento rappresentata da Bossi, eppure in parlamento ci sta comunque. Tu vedi Luxuria come un trans (ma, in base a tutta quella storia sull’uso dei bagni in Parlamento, credo che al momento sia solo un travestito) io vedo Luxuria come un politico (bravo o meno non sta a me dirlo). A me da molto più fastidio che gli sia permesso di usare in Parlamento un nome fittizio, che non che porti la gonnella. Esattamente come non tollero tutte le parlamentari che parlano di quote rosa e via dicendo e poi si fanno chiamare col cognome illustre del marito, spesso ex marito.
Abbiamo sicuramente ideali differenti. Ma io penso che vera bellezza ci stia benissimo, come stava bene nella campagna Dove. Perché la vera bellezza, al di là di ogni moralismo e di ogni mondo idilliaco, è quello che uno si sente dentro. Perché per me veramente bella è una persona che sta bene con se stessa.
Dove tu vedi due omosessuali, io vedo una coppia che si ama. Dove tu parli di non naturale, io vedo un errore della natura. Perché se la natura mette l’anima di una donna nel corpo di un uomo, ha sbagliato qualcosa. Secondo la tua religione Dio è infallibile. Ma quando uno nasce malformato, con una evidente malformazione fisica, allora Dio è cattivo? Perdonami: non volgio offenderti col mio essere blasfema.
E comunque, qui si parlava di campagne pubblicitarie e secondo me questa è bella e creativa.
I trans non sono gli unici uomini a depilarsi: ci sono anche tutti gli sportivi. Ma a loro non interesse la qualità della depilazione, bensì solo la sua funzionalità. Ergo, usare un etero non avrebbe reso la stessa cosa. Questa pubblicità VENDE.
care femina e lilyce sono davvero contenta del dibattito che si è creato soprattutto perchè per me è molto più stimolante parlare con qualcuno, intelligente, come credo siate voi, che non la pensi come me.. detto questo chiarisco qualche punto che forse non sono riuscita a esprimere bene: innanzitutto mi sembra di aver spiegato che ho amici gay, e la specificazione era solo per favi capire che non giudico a priori senza conoscere l’argomento di cui parlo.. dopo di che per me sono C. e F. non dico i nomi per intero per la privacy e lo farei con chiunque, dicevo per me sono c. e f. con i loro caratteri, i loro difetti i loro pregi, i loro sogni e le loro difficoltà esattamente come tutti noi. Quello che fanno a casa loro non è affar mio come qualuque cosa facciano le persone di questa terra.. non so se così è più chiaro. Mi sono definita Cristiana perchè credo in un uomo, realmente esistito, che è stato capace di raggiungere livelli di amore talmente alti che non possono che essere Divini.. livelli che i suoi seguaci, parlo soprattutto degli uomini di Chiesa, ma anche di chi tutte le domeniche va a messa e poi Dio solo sa veramente cosa combinano fuori dalla chiesa, non sono riusciti a raggiungere e mai riusciranno..Credo in una donna, che cerco di prendere come esempio, che è Madre Teresa che con il suo immenso amore ha sfidato le istituzioni clericali, e ha accolto ogni tipo essere umano di qualsiasi razza, religione, ceto sociale e inclinazione. Non sono facile da capire mi rendo conto, perchè non sono etichettabile in nessuna posizione estrema: sono daccordo sul discorso del nome di luxuria perchè non mi sembra di buon gusto che un parlamentare si porti dietro il nome con cui ha fatto una vita ben diversa fino a qualche anno fa.. come non sono daccordo sul fatto che ci siano politici che manipolano un operaio che è stato solo sfiorato dalla tragedia tissen per farlo eleggere e lo mandino in pasto a gente senza scrupoli.. ancora peggio il sindacalista che si è messo alle calcagna dell’operaio e si è fatto eleggere anche lui, anche se quella sera non c’era nemmeno al lavoro.. così come non sopporto gli sfottò dei leghisti o chi entra in parlamento perchè conosce, perchè figlio o nipote o lontano parente di……come vedete di critiche se ne possono fare sia a destra che a sinistra per molti motivi ma il punto non è questo.. si parla di pubblicità e io credo che proprio perchè come dite voi la pubblicità è finta non si può cercare il “VERO” in un minuto o quanto dura uno spot..trovo geniale quella del dove perchè li davvero sono autentiche quelle ragazze tant’è che si vedono difetti della pelle, rotolini e quant’altro… per quanto riguarda le altri frasi citate bhe non vedo cosa c’entri “l’innovativo” il “nuovo modo” e “fate l’amore con il sapore” con quella qui in discussione… quelle sono trovate pubblicitarie accettabili riferite ad una macchina o ad uno yogurt..
Non so se mi sono spiegata e comunque spero di non aver offeso nessuno.. per quanto riguarda me non preoccuparti non hai offeso il mio credo, perchè è una cosa talmente intima e forte e radicata in me che mi da la possibilità di accettare opinioni diverse anche se dette con arroganza.. spero di sentirvi presto baci
P.S. Mi rivolgo a chi aveva detto di essere una pubblicitaria e quindi un’addetta ai lavori.. lungi da me credere o voler essere più brava di te, perchè io faccio un altro lavoro.. però vorrei farti riflettere e far riflettere gli addetti ai lavori di comunicazione massmediatica che io, come milioni di persone sono la fruitrice dei prodotti pubblicitari ma ancora prima la spettatrice delle vostre “trovate” e credo, poi correggimi se sbaglio” che anche la mia opinione sia importante.. se io sono disgustata, infastidita o trovo brutta una pubblicità credo di poterlo dire e soprattutto spero che la mia voce venga aascoltata perchè non è l’unica.. forse sono una delle poche che esterna ma credetemi che tante persone hanno espresso disappunto di fronte a questa pubblicità e non sono ne Preti ne bigotti.
Monya: io non ho mai amato la celebre e abusata citazione di Wilde “Bene o male purché se ne parli”. Eppure c’è una verità di fondo. Il disappunto non fa differenza sulle vendite, o almeno non lo fa su un prodotto del genere. Se stai cercando un epilatore, saprai che ce n’è uno col ghiaccio che attenua il dolore. Probabilmente lo comprerai. Se non lo stai cercando, cambierai canale disgustata. Se hai già Philip Satinelle Ice, un epilatore da 80 euro, non smetterai di usarlo perché non ti piace la sua pubblicità.
Per quanto riguarda la campagna “bellezza autentica” di Dove: anche a me piace molto, ma purtroppo non è davvero autentica come pensiamo. Il trucco della pubblicità c’è sempre. Proprio ieri leggevo questo post molto interessante sul blog delle gatte
http://legattediviaplinio.blogspot.com/2008/05/e-davvero-reale-la-campagna-dove.html
sono certa che ti interesserà.
A presto!
Segnaliamo qui in alto alcuni nuovi commenti che erano finiti automaticamente - per errore - tra lo spam. (Il commento 4 per esempio)
Grazie
cara francesca busdraghi (commento numero 4),
trovo molto istruttivo il fatto che tu venga su un blog di comunicazione a dare lezioni (punto primo, punto secondo…) e a tacciare di ignoranza noi poveri autori e i nostri amici commentatori.
con la gratitudine nel cuore, ti faccio presenti giusto un paio di cose.
http://www.demauroparavia.it/122060
secondo il vocabolario della lingua italiana, la parola “transessuale” si può usare sia al maschile che al femminile. io la uso al maschile. poi, fai tu.
secondo il vocabolario della lingua italiana, la parola “transessuale” indica “chi ha un comportamento sessuale caratterizzato dalla non accettazione del proprio sesso e dall’identificazione col sesso opposto”: la questione della funzionalità o meno del gingillo non sembra un argomento così decisivo. poi, fai tu.
la pubblicità sarà anche un’offesa ignobile, ma è lo stesso protagonista (a quanto pare un certo “karis detto marco”) a dire che con tutti quei peli si soffre ed è oggettivamente difficile sentirsi donna. (per ulteriori informazioni leggi http://www.pubblicitaitalia.it/news.asp?id_news=49276)
noi saremo anche degli ignoranti fuori luogo, ma a quanto pare il vocabolario della lingua italiana ed il transessuale karis detto marco ci danno ragione.
ma meno male che c’è la tua simpatia e pacatezza, o francesca busdraghi.
e le tue imperdibili lezioni di lessico e di vita.
saluti.
questo nazi sionismo ci sta uccidendooooooooooo
“Secondo , UNA transessuale ( qua non si parla di donne che transizionano in uomo, mi sembra ) sopporta ben piu’ del dolore di una normale donna, se si pensa alla epilazione definitiva di viso e corpo( ove richiesto e necessario).
UNA transessuale non ha nulla di maschile se non un organo genitale NON funzionante e soppresso dagli antiandrogeni ( sto parlando, chiaramente, non di prostitute viados o simili).”
e allora chi te lo fa fà?
FRANCESCO FOR PRESIDENT!
Detto questo, cara Monya, continueremo a non capirci a vita, quindi interrompo io una discussione che non deve avere luogo qui (luxuria, politici, cognomi falsi).
Anche io sono tra i pubblicitari, e da addetto ai lavori ti dico che l’opinione dei consumatori ci interessa sempre. A patto che siano in target. Penso che tu sappia cosa sia un target di riferimento, ma ti dico che una campagna pubblicitaria diventa una campagna internazionale solo se ha avuto alti responsi positivi nel paese d’origine (altrimenti mandarla in onda in altri paesi sarebbero solo soldi buttati). Per questo è demoralizzante la reazione del target (in questo caso direi donne tra i 25 e i 45anni di buona cultura, presumibilmente in carriera, che non hanno tempo di andare dall’estetista, ma non vogliono rinunciare ad una perfetta depilazione) italiano sia di disgusto difronte a un transessuale. Cioè: voi non vedete il prodotto, non sentite la promessa, vedete solo un “uomo in minigonna”. E questo è sconcertante.
Non avevo dati certi su Dove, ma da comunicatore stavo per risponderti (prima che Fermina ti desse il link delle gatte) che photoshop o affini quel che tolgono danno. Ovvero: così come togli le occhiaie, le occhiaie puoi metterle. E la cosa vale per tutto.
E come massmediologa potrei anche dirti che la pubblicità è la cosa meno finta che vedi, leggi, senti.
Un abbraccio.
PS: Francesca del commento 4: la depilazione definitiva si fa col laser e non è dolorosa. Senza dimenticare che il più gli ormoni lo fanno soprattutto per la barba.
Alla fin fine è molto più semplice guardarsi l’intervista di Karis detto Marco (al secolo James) qui: http://www.satinelle-ice.philips.com/it/it/
Carissima Monya…
Commento interessante ed articolato, il tuo. Che merita a mio avviso di essere approfondito.
Perchè nel tuo discorso c’è un mix di verità e pregiudizi che finiscono per mescolarsi in maniera inestricabile. Non andrei a mescolare (tanto per rimanere in tema) una pubblicità con una persona.
Che Vladimir Luxuria sia finita in parlamento è una scelta della parte politica che a suo tempo l’ha messa in lista, con la stessa logica utilizzata da altri inserendo nani, ballerine e soubrette.
E, sinceramente, che una ex velina mi rappresenti in parlamento ed addirittura al governo mi pare ancor più indigesto di Luxuria.
In teoria chi è eletto dovrebbe rappresentarci, ma facendo una disanima della mia coscienza, dei valori in cui credo e confrontandoli con chi siede in parlamento… beh, francamente non mi sento rappresentata. Che sia una persona bianca, nera, gialla, uomo donna o mix. Ma questo è un discorso che esula dal contesto, isn’t it?
La tua osservazione sul frasario della pubblicità… beh, dovresti ormai sapere che scopo della pubblicità è quello di provocare reazioni e stimolare il ricordo del prodotto. Siamo così assuefatti ai messaggi pubblicitari che ormai la soglia si è spinta sempre più avanti. Rammenti la pubblicità shock di Oliviero Toscani che sfruttava l’anoressia? Il messaggio era ambivalente, ma lo scopo primario era certamente quello di pubblicizzare un prodotto anche se, fossi stata io il committente, non la avrei scelta semplicemente perchè l’immagine era prevaricante su quanto reclamizzato. Ma solamente per quel motivo.
Ah, dimenticavo… io sono una quasi ex transessuale…
Francesco…
Il vocabolario della lingua italiana prende spunto dalle scelte fatte a suo tempo dalla classe medica. Che per identificare le persone transessuali scelse di usare come base di riferimento il cromosoma (che è invariante) e non il sesso desiderato. Ti posso assicurare che si tratta di una scelta discutibile che non tiene conto degli aspetti psicologici di una persona transessuale e che è da sempre combattuta.
Credi che possa far piacere, a quella che cerca di diventare una normale donna perchèì nell’animo sente di esserlo, essere articolata al maschile?
La tua è quindi una affermazione tecnicamente corretta ma nella sostanza sbagliata.
Angelo…
“Secondo , UNA transessuale ( qua non si parla di donne che transizionano in uomo, mi sembra ) sopporta ben piu’ del dolore di una normale donna, se si pensa alla epilazione definitiva di viso e corpo( ove richiesto e necessario).
UNA transessuale non ha nulla di maschile se non un organo genitale NON funzionante e soppresso dagli antiandrogeni ( sto parlando, chiaramente, non di prostitute viados o simili).”
e allora chi te lo fa fà?
Mi chiedo semplicemente se ci sei o ci fai…
E con questa affermazione -aimè- mi adeguo al tuo livello.
Mia cara Lilyce…
“PS: Francesca del commento 4: la depilazione definitiva si fa col laser e non è dolorosa. Senza dimenticare che il più gli ormoni lo fanno soprattutto per la barba.”
Eh, purtroppo gli ormoni NON agiscono sulla barba. Un basso dosaggio viene adoperato dagli uomini con problemi di calvizie, nei dosaggi ’standard’ riduce il pelo del corpo ma per la barba occorre il laser oppure l’ago in caso di peli bianchi. E quella posso assicurare che fa molto male, specie nella zona vicino al naso che è tra le più sensibili. Spesso le donne rinunciano a togliere i peli in quella zona perchè il dolore è superiore al desiderio. Ma la sopportazione del dolore è anche questione di volontà… oltre che di personale soglia. Ovviamente lo stesso discorso vale per le gambe e qualsiasi altra parte del corpo che si voglia ‘ripulire’ da antiestetici peli per non sembrare dei panda che, per quanto dolci e carini, non sono il modello di riferimento di nessuna donna della storia eheheh
Ciao Simonide,
se, come dici tu, si tratta di una scelta combattuta, rivendico semplicemente il mio diritto di usare il genere maschile. Tutto qui.
Ciao Francesco!
Non è una scelta combattuta (e bisogna intendersi su questo termine così ambiguo). E’ una definizione IDIOTA ideata da medici incompetenti sui risvolti psicologici di certe scelte e degli impatti che queste hanno nel vissuto quotidiano. Essere un luminare in un campo necessariamente non significa non essere un deficiente (dal latino deficere) in tanti altri…
Ti ho spiegato chiaramente che è una definizione sbagliata dal punto di vista della logica e della sensibilità nei confronti delle persone che “soffrono” di DIG.
Se poi tu vuoi perseverare, prendo atto e comprendo il motivo di fondo che sta alla base della scelta… ossia il rifiuto del contesto specifico. Perchè non vi è altra spiegazione razionale e quindi la tua rivendicazione è accettabile in questi termini.
Non che personalmente la cosa mi crei problemi… ma ci sono tanti altri casi sfortunati dove l’impatto di scelte come la tua può anche essere devastante. Perchè si tratta del tentativo di sottolineare una diversità quando il desiderio delle persone transessuali, in genere, è quello di omologarsi e passare inosservate…
Volessi meglio comprendere, ti invito a leggere questa pagina (un pò lunga, in verità):
http://teledicoio.blogosfere.it/2008/02/grande-fratello-reload-la-trans-silvia-ha-reso-speciale-questa-ottava-edizione.html
E’ una mia riflessione sul contesto specifico.
Tra parentesi… la persona dello spot non è neppure un transessuale… è un ragazzo con una costituzione femminile invidiabile… se poi ha in qualche misura intrapreso una terapia ormonale questo non è dato sapere ed ai fini della pubblicità non interessa.
(tanto per non essere totalmente OT )
Guarda che citavo te nel dire che è una scelta “combattuta” e “discutibile”.
Per quanto mi riguarda, non lo è affatto e trovo abbastanza difficile immaginare come “scelte come la mia” possano essere “devastanti”.
Io rivendico semplicemente la mia libertà di seguire la lingua italiana e, allo stesso tempo, la tua di discostarti da essa.
Risparmiami soltanto le riflessioni su Silvia del Grande Fratello
Simonide, quello che mi dici del dolore nell’epilazione definitiva intorno al naso non fa altro che dar ragione al fatto che “gli uomini sentono più dolore delle donne” dal momento che tutte le mie amiche che hanno fatto la depilazione definitiva della zona “baffetti” l’hanno trovata assolutamente meno dolorosa della normale ceretta. Poi è ovvio che ognuno ha la sua soglia del dolore e i suoi punti critici.
Per quel che riguarda UN o UNA transessuale… secondo me, una persona che ha deciso un cambio di sesso non soffre per l’articolo, ma per la parola stessa: non ha deciso di essere una via di mezzo, ma o un uomo o una donna, e noi l’offendiamo quotidianamente.
Cmq dall’intervista al protagonista, mi sembra di capire che è un travestito e non un transessuale. (Io trovo più logico definire un transessuale un uomo che si sta muovendo per diventare una donna, e una transessuale una donna che si sta muovendo per diventare un uomo. Ad “operazione finita” saranno, rispettivamente, una donna e un uomo.)
Lilyce…
Dipende in quale punto. Io riportavo semplicemente una informazione dettami dalla estetista che fa esclusivamente ago da 30 anni. Le donne genetiche quasi sempre hanno rinunciato a certi punti. Va poi aggiunta la differenza di quantità e dimensione che è tutta a nostro svantaggio…
Sul secondo punto ti dò abbastanza ragione. Tuttavia, si tratta di una definizione tecnica… come ci sono uomini, donne, bambini: è una fase che può essere transitoria o definitiva… dipende: ci sono persone che non arrivano mai all’intervento.
Tra parentesi, solo in Italia questo è necessario per poter adeguare il nome; in Germania, ad esempio, dove questo non è obbligatorio molte persone transessuali si fermano all’adeguamento del nome all’identità senza procedere al “grande passo”…
Terzo punto, scena prima: corretto… è un travestito. Anche se per consuetudine il termine ha un significato spregiativo e con chiare implicazioni sessuali che mal si adatta alla persona in questione e sarebbe preferibile utilizzare la definizione di Transgender (che vuol dire tutto e niente)
Scena seconda… eheh no… secondo te suonano bene “il transessuale Stefania e la transessuale Massimo”? Anche solo dal punto di vista fonetico è evidente l’errore.
Che viene volutamente utilizzato per discriminare e sottolineare la diversità… perchè in caso contrario viene naturale riferirsi al femminile nel primo e femminile nel secondo caso. Quotidianamente mi chiamano signora, signorina o Simona… se poi qualcuno pensa… non lo so e non credo abbia importanza.
Francesco,
Prendo atto della tua scelta consapevole ed il non voler comprendere rifugiandoti dietro una definizione linguistica.
Come il plurale “euri”, cassato dall’Accademia della Crusca ed invece propugnato da Luigi Pintor in difesa della lingua rispetto al gergo…
Ma in fondo il mondo è bello perchè vario, no?
Guarda che non sono io che mi barrico, io dico che ognuno può dirlo come gli pare.
E l’Accademia della Crusca è quasi peggio del Grande Fratello.
Francesco, mi vien da sorridere. Dal momento che i poli opposti li rifuggi (Accademia vs GF), mi sovviene il sospetto tu sia un bastian contrario a prescindere
Platone diceva che gli stomaci migliori non sono quelli che rigettano tutti i cibi.
Sei tu che hai tirato fuori entrambi gli opposti…
Mi piacerebbe conoscere gli opposti che non son “entrambi”, ossia son più di due
…a meno che non si parli di geometria non euclidea…
In ogni caso preferisco l’aforisma socratico ‘filosofo è colui che sa di non sapere’.
Affermazione aimè caduta nell’oblio…
amen.
Allora… che quantità enorme di discorsi a differenza di quello che dice tra le righe lilyce e cioè che su questo sito non è opportuno fare discorsi che esulano dal parlare semplicemente di peli, depilazione e se fa più male ad un uomo o ad una donna… credo cara Lilyce che in parte tu abbia ragione, il discorso politica, morale comune e senso comune del pudore è un tantino complicato e forse non tutti riescono ad affrontarlo preferendo restare sul semplice e rivendicare una professione quindi rispetto la tua volontà e chiudo anch’io il discorso… con te.
Credo invece, per tornare a parlare di pubblicità che tu abbia colto, grazie forse alla tua sensibilità, l’inadeguatezza della pubblicità di oliviero toscani e concordo pienamente con te quando dici che se fossi stata tu il comittente non l’avresti accettata perchè fà risaltare di più la persona che non l’oggetto pubblicizzato.. soprattutto nel caso di una malattia così seria che, essendo sponsorizzata sin troppo dai siti pro ana, che io ordinerei di chiudere se fossi della polizia postale, non va assolutamente usata come messaggio pubblicitario.. è questo che trovo scandaloso: la manipolazione di persone malate o di persone che stanno combattendo le loro battaglie, delicate e dure, come può essere il passaggio da essere uomo ad essere donna o viceversa, da parte di persone senza scrupoli che pur di vendere non pensano più che il messaggio forte che danno potrebbe danneggiare chi lo riceve.. non so se riesco a farmi capire.. ora devo salutarvi ma spero di sentirvi presto e soprattutto di poter continuare il discorso con voi confrontandoci in modo costruttivo… Vorrei permettermi se posso, di dire che non è il caso di impuntarsi su terminologia, parole, vocabolari o accademia della crusca.. il dialogo è fatto di altro.. se Simonide dice che è più opportuno usare il femminile per chi vuole con tutto se stesso diventare donna e magari ne è ad un passo, perchè non usarlo…? Bacetti a tutti
Ringrazio Fermina, e mi scuso se nei precedenti messaggi ho sbagliato a scrivere il tuo nick, dicevo che ti ringrazio per il link al blog: molto molto interessante e sicuramente da approfondire; ripeto non essendo una addetta ai lavori credo a quello che vedo e soprattutto nel caso di Dove hanno fatto un’ulteriore campagna pubblicitaria mettendo in giro braccialettini e magliette a sostegno della bellezza autentica non so se ricordi.. quindi sembravano ancora più veri…. Ma come al solito oramai l’autenticità è molto difficile da trovare.. nelle parole, nei sentimenti in ciò che si fà… Posso passare per nostalgica, ma credo che quando non eravamo così bombardati da ogni tipo di stimolo visivo e uditivo a livello di mass media, avessimo più possibilità di essere autentici nella nostra creatività; adesso non dobbiamo più sforzarci di pensare a nulla.. ci sono prgrammi per ogni cosa, per modificare i corpi nelle foto o nelle pubblicità, per creare dal nulla qualsiasi tipo di cosa.. adesso in un click si può essere dall’altra parte del mondo e basta una stampante per stampare le foto fatte ieri… e quante altre cose si potrebbero dire.. ma il punto è: tutta questa tecnologia, se da una parte è molto positiva, la uso anch’io e non la disdegno affatto, dall’altra parte non ci ha tolto la possibilità di gioire di più delle cose perchè create col proprio pensiero, con le proprie mani, perchè attese? Non so se mi spiego … Detto ciò, rispondo a Simonide, innanzitutto ringraziandoti di avermi scritto e di essere riuscita a guardare oltre ciò che ho scritto.. o almeno questo è quello che mi è arrivato.
Certamente ciò che scrivo, così come ciò che penso è colmo di verità così come di pregiudizi o meglio ingenuità.. sono daccordo con te quando mi parli delle soubrette e delle ex veline, pienamente e ti dirò, sentendo parlare luxuria trovo che sia molto più intelligente e informato di loro.. detto ciò non voglio dilungarmi sulla politica per non essere cazziata di nuovo
Monya, io non ti ho cazziata! Ho solo espresso il mio parere, poi il sito non è mio, quindi non sono io che decido se una discussine si deve ferame o meno.
Il punto è che sottolineavo la mia mancanza d’interesse a continuare una discussione che non riguardasse l’adv con una persona a cui io dico: “A me da molto più fastidio che gli sia permesso di usare in Parlamento un nome fittizio, che non che porti la gonnella. Esattamente come non tollero tutte le parlamentari che parlano di quote rosa e via dicendo e poi si fanno chiamare col cognome illustre del marito, spesso ex marito.” e che mi risponde: “sono daccordo sul discorso del nome di luxuria perchè non mi sembra di buon gusto che un parlamentare si porti dietro il nome con cui ha fatto una vita ben diversa fino a qualche anno fa..” stravolgendo completamente il senso del mio discorso, portandolo dalla sua parte. Per il resto viva la democrazia, quella stessa democrazia che non fa oscurare siti contrari alla morale sotto il grido costituzionale della libertà di espressione del pensiero. (la campagna di Toscani era orribile, ma non ne ricordo una che fosse vramente bella…)
Simonide io concodo con la legge italiana per il cambio di nome: ci sono gli uomini e le donne, etero e omo, e i “transgender” o i transessuali… insomma: le persone che pur essendo nate nel corpo di un uomo si sentono donne e viceversa. Per me queste persone hanno pienamente diritto ad avere il corpo che sentono come loro. Penso che sia una scelta dolorosa e difficile. Ma penso che al momento che decidi di voler essere considerato legalmente una donna, allora sei pronto per diventarlo. (Ok: non credo di essere chiarissima, ma sono sicura che tu mi abbia capito.) Poi tu puoi farti chiamare col nome che vuoi… ho una carissima amica il cui nome, quello che usa quotidianamente, non è il nome che ha sui documenti. E lei è conscia che in ogni dato ufficiale dovrà scrivere il suo nome vero, anche se nessuno l’ha mai chiamata così…
PS: ovviamente, travestito non voleva essere un termine offensivo.
cara lilyce mi sembra un pò contraddittorio che tu dica ” non ho interesse a parlare con te” e poi mostri una certa competizione quando agiungi che la mancanza di interesse è data dal fatto che io giro i discorsi “dalla mia parte”.
Io personalmente non sono contro di te, ne contro siti come questo anche perchè se no non ci scriverei nemmeno una riga non ti pare?
Per quanto riguarda gli altri discorsi voglio solo chiarire che quello che ho detto su luxuria e sul suo nome credo sia ragionevole… tutti noi sappiamo, almeno credo, che vita ha fatto l’onorevole e il motivo del suo nome che si potrebbe definire “d’arte”.. detto ciò spero tu abbia il buon gusto di non ribattere con cose tipo “sicuramente in parlamento ci sono persone, uomini o donne, sposati con famiglia che hanno fatto peggio di lui perchè non è questa la questione.
Lungi da me giudicare la vita del parlamentare Luxuria anche perchè non so quali difficoltà ci siano state dietro, quale dolore l’abbia portato a fare certe scelte ecc ecc.. dico solo che nel momento in cui hai la possibilità, grazie anche alle tue capacità, di cambiare quel tipo di vita, che sono certa non piace a nessuno, lasciati dietro tutto e dai a te stesso una possibilità di, come dice Simonide e chi meglio di lei può saperlo, passare inosservato ed essere considerato per le tue capacità e non per il tuo nome… Luxuria ha acclarate capacità e su questo non si discute ma secondo te, perchè l’hanno messo lì i leader del suo partito? pensaci senza entrare in competzione con me che non ha nessun senso e sono sicura che converrai con me che l’hanno sfruttato per raccimolare voti.. allo stesso modo in cui qualcun altro sfrutta le soubrette o gli operai scampati ad una tragedia che non sanno nemmeno cosa è la politica.
Ciò che dici poi sul nome, quando ti riferisci al discorso di Simonide, non credo possa centrare con il discorso di Simonide se ho capito bene… se sbaglio ti prego correggimi, però io non credo che essere nata donna, chiamarsi con un nome che non piace e per questo farsi chiamare con un altro nome non credo procuri le stesse sofferenze e lo stesso disagio sociale e intimo di un uomo che si sente donna ma non lo è o viceversa.. questa questione è ben più complicata e delicata del fatto che ti chiami “Genuflessa” e non ti piace (per ovvie ragioni aggiungerei io):-) Comununque sono contenta mi abbia risposto… vuol dire che non sono poi così poco interessante… baci
Lilyce,
So che non avevi utilizzato il termine travestito in termini negativi! La mia era una semplice puntualizzazione informativa. Come ho spesse volte fatto durante il GF (che non ho guardato neppure un secondo, preferisco i miei libri di etologia) per far comprendere come la ‘nostra’ realtà sia ben diversa dagli stereotipi.
Ecco il punto. Non riesco bene a valutare quanto questa pubblicità sia un passo avanti verso la nostra “emancipazione” oppure la conferma della anormalità. Perchè viene pur sempre mostrato un lato spettacolare, folkloristico… e tipicamente associato al mondo dello spettacolo. Come quasi sempre accaduto fino ad ora… Silvia a parte. Però molte di noi hanno un normalissimo lavoro ed il massimo dello spettacolo che frequentano è il cinema oppure qualche manifestazione culturale. Diciamo che il promo non fa vedere un lato perverso, che è il messaggio tipico comunicato dagli strumenti mediatici, purtuttavia non vi si discosta troppo.
Trovo sia una pubblicità adatta al mercato anglosassone, dove sono molto più avanti come costumi e come ironia… molto meno al mercato domestico dove il messaggio pubblicitario sembra avere come target di riferimento l’insieme delle persone con QI pari a quello di una foca monaca.
Toscani… ci si rammenta di lui, dei suoi scandali… tuttavia io non ricordo un solo prodotto da lui pubblicizzato. Pessimo per chi paga la pubblicità. E dal mio punto di vista inconcepibile.
Questione nome… ehm, non è mica così semplice, sai?
Il percorso dura circa 3-4 anni, e durante questo interregno viene lasciato spazio a stereotipi e pregiudizi, con difficoltà di tutti i tipi: anche quando si è esteticamente irriconoscibili, il nome è marchiante e fonte di problemi quando occorre esibire i documenti, ad esempio… controlli di polizia, votazioni, registrazioni alberghiere, proposte di lavoro, curriculum etc etc. Pensa che qualche integerrimo tutore del disordine multa le persone transessuali per mascheramento (una legge del ‘31) e fino a qualche anno fa per lo stesso ‘reato’ era prevista la reclusione.
Le statistiche tedesche fanno comprendere come gran parte delle persone transessuali NON procederebbero all’intervento e si limiterebbero al cambio di nome mantenendo quindi i caratteri sessuali primari e secondari pur avendo un aspetto corrispondente alla identità di genere cui sentono di appartenere. Più che un adeguamento sessuale il desiderio è di omologazione sociale. Complesso? Molto… e credo che potrebbe tediare chi non fosse interessato…
Monya,
Hai esaerato con i complimenti, sai? In fondo non ho detto nulla di che!
Toscani estremizza, va oltre le righe… ma il messaggio che trasmette nulla ha a che vedere con il prodotto reclamizzato. E’ questo che mi sconcerta. Come una azienda possa imamginare di avere un ritorno economico da un promo shockante per scelta ma dove Marchio e Prodotto diventano insignificanti, perchè in mente rimane solamente Oliviero Toscani e… lo shock.
Il caso della pubblicità in oggetto è differente: il prodotto ben in vista ed evidenziato. Il promo non volgare ma cercamente “inconsueto” e come già detto a mio avviso inadatto al modello culturale italiano: non siamo ancora così aperti verso qualcosa che non sia consuetudine e tradizione…
La tecnologia in quanto tale è, per definizione simonitica :-D, positiva… tutto dipende dall’uso che se ne fa e dagli eccessi ai quali spesso si giunge. In teoria la tecnologia offre maggiori opportunità, incrementa le possibilità creative… ma il rischio è di perdere la genuinità e spontaneità perchè affascinati dall’effimero della perfezione tecnica. La forma anzichè la sostanza. Basta guardare i film degli ultimi anni: sceneggiatura e recitazione hanno sempre meno importanza, perchè gran parte del “valore” del film è dato dagli effetti speciali ai quali si demanda il compito di sopperire a limiti e carenze ormai strutturali.
Monya, io non ho detto che tu non sei interessante. Ho detto che non mi interessa la discussione sulla questione etica/morale/politica. E soprattutto non me ne frega nulla di cosa facesse Luxuria prima di fare il politico, anzi apprezzo che non abbia cambiato nome per nasconderlo, anche se non mi sta bene che i politici usino cognomi fasulli, compresi quelli dei mariti.
E riguardo al fatto nome ho detto che secondo me è giusto che il cambio di nome legalmente avvenga dopo l’operazione. E l’esempio della mia amica lo portavo per ribadire che uno poi può farsi chiamare come vuole, anche se sui documenti il nome è un altro.
Semplicemente tutto qua.
E ribadisco che questa campagna pubblicitaria secondo me è bella, e per me bella significa creativa e funzionale.
Simonide è per questo che sono contenta che questa campagna vada in onda in Italia: perché non tratta le donne come oche che fanno le pulizie in doppio filo di perle e tacchi a spillo e si sentono realizzate solo scarrozzando i figli su un’auto fantastica, pagata da u marito con uno stipendio da capogiro.
Perché questa campagna pubblicitaria pensa che anche le donne italiane siano in grado di fae quello step in più di decodifica che porta a capire il messaggio.
Sono un creativo pubblicitario e una campagna del genere avrei voluto scriverla io.
Non trovo offenda nessuno, nemmeno “Marco”, nemmeno la sciura di 50 anni.
E le mie amiche (che non credo siano più intelligenti del resto del mondo) la trovano bella, la capiscono. La capisce pure il mio fidanzato!
Cara Simonide nessun complimento non meritato credimi e da questo ultimo messaggio lo confermi.. Anche a me piace molto l’etologia, all’università ho dato solo un esame, scelto da me tra gli opzionali, e mi ha appassionato moltissimo.. e poi faccio incetta di documentari del national geographic:-). Sono daccordo con tutto ciò che hai detto tranne che su una cosa.. io credo che se in Italia, o diciamo una parte della popolazione Italiana, non gradisce questo tipo di pubblicità non credo che sia per scarsa intelligenza o bigottismo. Io credo invece che alcuni abbiano valori e livelli culturali e di vita che non consentono loro di accettare certi eccessi.. non credo siano da colpevolizzare neppure loro.. tra l’altro tu stessa dici che questa pubblicità spettacoliarizza ancora una volta persone come te che invece nella maggior parte dei casi non volete essere ne esibizionisti ne fenomeni da baraccone ma solo persone tra le altre persone.. Io onestamente, pur avendo i miei valori di riferimento religiosi e rispetto a questioni etico/morali tipo fecondazione assistita, aborto ecc cerco, non sempre ci riesco purtroppo, di vedere gli altri esseri umani innanzitutto come tali.. siamo tutti uguali, tutti degni di rispetto, amore e soprattutto comprensione.. sino a quando non si è delinquenti, sino a quando non si sceglie di fare del male e farsi del male.. e poi credimi so abbastanza bene quale sofferenza si può celare nell’animo di un uomo che si sente donna o di una donna che si sente uomo… paure, senso di inadeguatezza costante, dubbi, senso di inferiorità e continui scontri in ambito sociale con burocrazia e quant’altro.. scusa se mi permetto di parlare di qualcosa che non ho provato ma conosco per lavoro… E poi c’è chi parla solo di funzionalità e creatività— che poi di creativo ci vedo ben poco.. di questi tempi la cosa più ovvia era proprio andare oltre l’usuale e oramai non fa più notizia.. anzi.. tanto per citare il GF visto che ne avete parlato, vi ricordo che Silvia è quasi arrivata in finale e la famiglia tradizionale italiana è stata fatta fuori le prime puntate.. Il Papa non ha più il diritto di andare a parlare nell’Università della città in cui tra l’altro è Vescovo e risiede.. un ex detenuto invece viene accolto con clamore.. questa è democrazia? Questo minuto di show non è nulla a confronto di certe contestazioni che menti eccelse tramano per poi far mettere in atto a mandrie di studenti con la mente un pò meno eccelsa e scusa se lo dico Lilyde ma dagli ultimi messaggi che hai mandato per quanto mi riguarda potresti esserci anche tu in mezzo a questi contestatori “a prescindere”.. trovo i tuoi messaggi un pò stereotipati e scontati ma non voglio giudicarti anzi..scusa se in qualche modo l’ho fatto.. solo una domanda perchè ti intrometti in conversazioni, a mio avviso di un livello culturale e di intelligenza abbastanza alto, se non ti interessano i contenuti ne tanto meno sembri in grado di sostenere? Non volermene a male ma davvero non capisco il motivo dei tuoi interventi apparentemente poco utili alla nostra conversazione.. abbiamo capito che sei una pubblicitaria, complimenti, abbiamo capito che guardi le pubblicità con occhio clinico, complimenti e abbiamo capito che non ti interessa approfondire altri tipi di discorsi… allora perchè? bacetti
P.S. giusto per chiarire un Luxuria è palesemente un cognome fasullo e un tantino furi luogo per il posto in cui lavora, e questo te lo dico senza fare falsi buonismi o moralismi, fuori dai denti. Chi usa il cognome del marito non ha un cognome fasullo.. ha scelto il matrimonio, ha scelto di impegnarsi in un certo modo e ha scelto di prendere il cognome del marito.. scusa se certe tradizioni persistono.. spero non sia troppo scandaloso…
Monya,
Come interessi son tuttologa, diciamo: oltre all’etologia anche fisica, storia, astronomia, economia e tutto quanto trovo di interessante compatibilmente con il tempo che posso dedicarvici; discreto grazie al fatto che dormo al max 4-5 ore!
Sul fatto che non vogliamo essere fenomeni da baraccone… probabilmente mi sono espressa male. Io e tante altre non lo siamo… siamo perfettamente integrate e molto spesso la gente neppure “sa”… ed è giusto così. Io mi riferisco a quelle meno fortunate o che non sono proprio integrate per nulla, che rischiano di vedere confermato uno stereotipo: quello della transessuale che vive nel mondo dello spettacolo (nelle sue varie forme ed accezioni) come se questo fosse l’alveo naturale in cui trovare sbocco…
Ah, di Luxuria ho un giudizio negativo per una serie di motivi: ha continuato ad utilizzare il nome con cui calcava (e mi pare tuttora faccia) le scene ed i palchi… scelta poco seria ma forse l’unica per distinguersi. E purtroppo la politica è ormai spettacolo e non rappresentanza di valori da molto tempo…
Riguardo il cognome… beh c’è una eccezione: Daniela Santanchè la quale, anche dopo il divorzio, in politica (ma solo lì) continua ad utilizzare il cognome dell’ormai ex… si vergogna del proprio? Foneticamente Garnero fa meno ‘presa’? Mah!
Interessante sapere che professionalmente hai a che fare con il “problema”, e quindi sei consapevole dei dubbi che ho su questo promo che tecnicamente apprezzo per la delicatezza con cui parla di un tema così difficile. Ma solo per quello.
In verità ci sono state, ma in ambito locale, pubblicità realizzate da persone transessuali per promuovere articoli femminili. Ma questa diversità non mi pare fosse sottolineata nè nota…
Lylice,
Lo spot non è per nulla offensivo nè sgradevole, anzi. Il problema, ma questo è ovviamente un mio punto di (s)vista, è che continua a riprodurre uno stereotipo: transessuale = spettacolo
Semplicemente quello.
Per dovere di cronaca… a quanto pare la transessualità sta diventando il nuovo strumento di marketing dei pubblicitari…
Sulle emittenti televisive francesi è da pochi giorni in onda il nuovo spot della Opel dove protagonista è una transessuale che, tre giorni dopo l’intervento chirurgico definitivo, si reca dal medico manifestando le proprie perplessità. Mentre accade tutto questo una voce in sottofondo precisa che “con Opel invece avete tre giorni di prova su tutti i modelli della gamma”.
Promo ritenuto offensivo dalle associazioni transessuali francesi ma che evidenzia un punto: la rischiosità dell’intervento rispetto ai risultati, spesso sgradevoli e tecnicamente non riusciti. Sotto un certo aspetto, si tratta di una pubblicità più difficile ma al contempo più vera e pensata da un creativo ben consapevole del messaggio. I miei complimenti allo spot Opel… che probabilmente verrà ritirato e mai proposto in Italia…
Bene, visto che qua si vuole fare gli esperti su cose che non si sanno, prendo spunto dalla tua risposta:
cara francesca busdraghi (commento numero 4),
trovo molto istruttivo il fatto che tu venga su un blog di comunicazione a dare lezioni (punto primo, punto secondo…) e a tacciare di ignoranza noi poveri autori e i nostri amici commentatori.
con la gratitudine nel cuore, ti faccio presenti giusto un paio di cose.
http://www.demauroparavia.it/122060
errato, l’articolo si declina secondo il sesso elettivo se si parla di persone transessuali, e tu parli di travestiti.
secondo il vocabolario della lingua italiana, la parola “transessuale” si può usare sia al maschile che al femminile. io la uso al maschile. poi, fai tu.
secondo il vocabolario della lingua italiana, la parola “transessuale” indica “chi ha un comportamento sessuale caratterizzato dalla non accettazione del proprio sesso e dall’identificazione col sesso opposto”: la questione della funzionalità o meno del gingillo non sembra un argomento così decisivo. poi, fai tu.
la pubblicità sarà anche un’offesa ignobile, ma è lo stesso protagonista (a quanto pare un certo “karis detto marco”) a dire che con tutti quei peli si soffre ed è oggettivamente difficile sentirsi donna. (per ulteriori informazioni leggi http://www.pubblicitaitalia.it/news.asp?id_news=49276)
noi saremo anche degli ignoranti fuori luogo, ma a quanto pare il vocabolario della lingua italiana ed il transessuale karis detto marco ci danno ragione.
ma meno male che c’è la tua simpatia e pacatezza, o francesca busdraghi.
e le tue imperdibili lezioni di lessico e di vita.sai, meno male che di gente come te ce ne e’ sempère meno, dai il ribrezzo solo a sentirti parlare, anzi, decisamente FAI ORRORE te e tutti coloro come te che non solo offendono, discriminano ma anche insultano.
hai non solo torto, ma fai veramente ribrezzo.
ah, p.s.
KARIS, detto MARCO non e’ UNA transessuale ma un volgare travestito.
ciao , pozzo di ignoranza ed incivilta’
Monya, resta che in Italia, a differenza che negli USA, le donne nascono e muoiono con lo stesso cognome, sia che si sposino o meno. La legge non prevede che una donna prenda il nome del marito. Ancor meno, quindi, che mantenga quello dell’ex marito.
PS: Perché la mia mente stereotipata e di livello infinitamente inferiore alla tua eccellenza, crede fermamente nello stato laico, nella libertà d’epressione del proprio pensiero attraverso ogni mezzo di diffusione, nelle libertà sessuale e nella democrazia.
Ma sicuramente sbaglio io.
Cara Lilyce non vorrei fartelo notare perchè poi sembro presuntuosa me ne rendo conto ma.. ti rispondi da sola.. io non ho mai detto che in Italia c’è una legge che impone di prendere il cognome del marito ho parlato di scelte, forse ti è sfuggito tra le tante righe che scrivo.. sono un pò prolissa me ne rendo conto.. ssecondo non ho detto che la tua mente è inferiore e che la mia è eccelsa, forse t’avrebbe fatto comodo se davvero avessi detto così ma.. ho detto solo che mi sembra che i tuoi discorsi siano stereotipati perchè parli di democrazia e poi hai dei pregiudizi incredibili e sembra anche che tu non abbia ben chiaro cosa vuoi dire.. sembra quasi che parli per sentito dire… non so se mi spiego.. inolre ho parlato di livello di confronto e dialogo di intelligenza alta non di menti.. lungi da me dal voler sembrare una mente eccelsa e a tal proposito mi sembra di essermi scusata più volte di te e di aver trattato certi argomenti con più delicatezza… tu hai detto solo una volta che tisei sbagliata e sicuramente non è un moto di umiltà ma una battuta sarcastica…ti invito nuovamente, se hai voglia naturalmente di accettare l’invito, a non entrare in competizione ma a dialogare e confrontarti tranquillamente.. essere Cristiana per me non vuol dire desiderare uno stato non laico o cose del genere che pensano solo una certa fascia di popolazione.. per sino il Papa riconosce l’importanza dello Stato laico.. io credo che forse prima di ripetere parole e frasi fatte dovresti chiedermi che cosa penso e poi magari dopo accusarmi di bigottismo o simili.. posso chiederti quanti anni hai?
Monya,
Mi permetto di inserirmi nel duello tra te e Lilyce… spero di non essere travolta
Io credo che specialmente questo Papa abbia una visione molto limitata di cosa sia lo Stato Laico. Ne sono evidente rappresentazione le continue interferenze nella vita sociale e politica. In Italia però nessun politico osa ribattere come fatto in Spagna; i nostri coraggiosi ritengono che aver al proprio fianco un vessillo papale porti vantaggi mentre rimarcare la separazione tra Stato e Chiesa debba essere demandato al folklorismo dei Radicali. Trovo solamente ridicolo che una pletora di separati e divorziati si professino ferventi cattolici e trovino credito presso dei vertici che dovrebbero essere ben consapevoli che questi rappresentano qualcosa che viene riprovato, non accettato. O sbaglio?
Noto poi un forte scollamento tra quanto propagandato dalla cima della piramide di questa monarchia così potente e quanto invece realmente affermato dai ’soldati semplici’ che vivono sul campo. Parlare di astinenza e negazione del preservativo può essere una buona strategia di marketing per ottenere spazio mediatico… ma nella realtà dei fatti ben pochi praticanti (e diffusori del verbo -minuscolo perchè parlo del Papa e non di quanto scritto nei Vangeli-) vi prestano minimamente ascolto.
E mi sovvien da aggiungere… per fortuna.
Probabilmente il mio è il punto di vista di una laica qual mi considero… però credo che la chiesa originaria fosse espressione della base, non del volere imposto da un ristretto gruppo su tutti gli altri. E che non tiene minimamente in considerazione i desiderata che vengono dal basso.
Ma questo è un argomento ancor più complesso da affrontare di quello dal quale ha preso spunto il mio intervento… forse quanto scritto mi farà perdere parecchi punti ai tuoi occhi, tuttavia preferisco la sincerità dell’esprimere un punto di vista differente piuttosto che una silente omologazione a qualcosa che non riesco a condividere.
Cara Simonide speravo riprendesse il nostro dialogo e non preoccuparti non hai perso punti anzi.. come al solito con ragionevolezza e buon senso uniti ad una buona cultura, hai centrato il punto…
Vedi è inutile, credo, dirti che, sicuramente io ero molto più legata a Papa Giovanni Paolo II per molte ragioni. Di certo un Papa tedesco eletto a quasi 80 anni, per quanto sia colto, non credo possa andare molto lontano in fatto di progressismo.
La mia delusione nei confronti dei baroni della Sapienza e del gregge di studenti che pur di contestare vanno dietro a tutti come caproni, non nasce dal fatto che voglio difendere a spada tratta il nostro Papa perchè credo sia l’esatta rappresentazione dell’essere Cristiani Cattolici anzi.. lungi da me.. nasce dal fatto che Ratzinger prima di essere Papa era un professore, uno studioso… e quale luogo migliore di una Università può dare voce ad uno studioso? che sia Papa, che sia Rabbino o un Mussulmano (non mi ricordo come si chiama in Arabo il loro rappresentante religioso:-) ) che sia un filosofo, che sia un ex detenuto che nel frattempo ha cambiato vita e magari si è laureato o scrive divinamente.. insomma il punto è che credo che la democrazia vera, libera da pregiudizi e false spinte progressiste sia quella che permette a TUTTI ma davvero a TUTTI di potersi esprimere soprattutto se invitati come rappresentanti istituzionali.
Per quanto riguarda il discorso della discprepanza che c’è tra vertici ecclesiali e gente comune bhe.. quella è evidente e credo che ci sia per molte ragioni tra le quali però spicca una verità ineluttabile: la Chiesa è fatta di uomini, Cristo era un uomo che spesso è andato contro i precetti dei Farisei e dei sacerdoti per fare la volonta’ del padre.. ha toccato e guarito un lebbroso, sacrilegio ai tempi, ha perdonato un’adultera facendo riflettere la folla sui propri peccati ecc ecc e gli uomini e le donne (vedi Madre Teresa) che dopo di lui hanno rasentato la sua immensa capacità di amare e la sua intelligenza sono andati tutti contro la burocrazia della Chiesa… ti racconto solo un aneddoto per farti capire cosa intendo “quando Madre Teresa prese la decisione di lasciare il suo primo ordine(quello delle suore di Loreto) perchè sosteneva che non voleva essere la suora dei ricchi ma voleva stare tra i poveri più poveri, il suo superiore le spiegò che c’erano delle pratiche burocratiche da espletare, che doveva scrivere al cardinale…. bene lei lo guardò e rispose “e come si scrive ad un cardinale”?” E questo è solo uno dei tanti aneddoti.. io la trovo meravigliosa nel suo essere anarchica per amore di Cristo,, ha accolto nella piccola stanzetta di un tempio induista ottenuto dopo varie richieste, induisti, mussulmani, cristiani, protestanti o atei.. insomma il suo scopo era dare una morte dignitosa a chiunque, anche a chi, a Calcutta moriva vicino all’immondizia.. e per farlo accettava aiuto da chiunque purchè dotato d’amore e comprensione… ecco questo è quello in cui io credo e cerco di non lamentarmi dell’istituzione chiesa perchè credo che essendo fatta di uomini abbia grossi limiti come le sue leggi.. però in fondo come noi tutti per vivere in Italia dobbiamo accettare il Governo che abbiamo e le leggi che abbiamo anche se è palesemente impossibile esserne pienamente soddisfatti o sentirsi rappresentati, credo anche che noi cristiani abbiamo a che fare con lo stesso problema per quanto riguarda lo “Stato Chesa”.
Credo anche che lamentarsi sempre di tutto, la contestazione a priori, l’ideologia spicciola non portino a nulla.. il confronto, l’impegno reale per cambiare le cose possono servire davvero…
Grazie a Dio non c’è solo la corrente conservatrice nella Chiesa ma anche quella progressista, e tu non sai che gioia sarebbe per me riuscire a far passare a tutti il messaggio di questa parte della Chiesa, che non è di repressione ma di comprensione e d’amore.
Per quanto riguarda poi i matrimoni sono daccordo con te e ti dirò di più.. io sono fervente sostenitrice delle convivenze o dei matrimoni civili perchè credo che sposarsi in Chiesa non conferisca punti in più.. a parte gli scherzi io penso che ognuno in coscienza dovrebbe fare ciò che si sente o ciò in cui crede senza farsi influenzare da tradizioni, o famigliari che ci tengono o dal fatto che fa figo mettere l’abito bianco.. quello che conta è l’unione autentica di due anime che si incontrano e da quel momento non si lasciano più.. firmalizzando poi la loro unione come meglio credono in base ai loro valori di riferimento..
La voglia di non tradirsi dovrebbe nascere da dentro, come la voglia di stare insieme tutta la vita con tutte le più buone intenzioni ma niente può essere un precetto per queste cose.. prima devono venire questi valori nella coppia poi il matrimonio o la convivenza.. la promessa di fronte a Dio, o a Shiva o al sindaco o la promessa che si fanno due giovani nella loro casa presa insieme guardandosi negli occhi, deve essere solo il sigillo di qualcosa che c’è già dentro, nell’intimo…
Scusa la divagazione ma penso di averti fatto conoscere qualcosa in più di me così…
almeno la prossima volta non penserai di perdere punti con me
Temevo mi sarebbe rimasta una cicatrice :-)…
Beh… pur ritenendomi atea cerco di essere aggiornata… e la Chiesa Cattolica è così invasiva nella nostra società e non solo che è opportuno ben conoscerla per poterne apprezzare virtù e sottolineare difetti. E cerco di avere una visione oggettiva e non ideologizzata di quanto osservo attorno a me.
Tanto per dirne una… nel momento in cui è stato eletto mons. Ratzinger era evidente quale sarebbe stato l’indirizzo della chiesa: la restaurazione dei ‘valori’ nel senso più chiuso del termine. Non bisogna infatti dimenticare che fino alla elezione il suo incarico era quello di prefetto della “Congregazione per la dottrina della fede”, organo della Santa Sede che si occupa di vigilare sulla correttezza della dottrina cattolica.
Quella istituzione, per dire, che continua a rifiutare il sacerdozio per le donne arrivando recentemente a definire la loro ordinazione un “crimine”. E questa è una entità che vorrebbe trasmettere un messaggo di fratellanza ed uguaglianza… non riesce a farlo neppure in casa propria! Io ho imparato che, prima di predicare ad altri, bisogna potersi guardare dentro. Ma loro, fin quando possono, evitano di farlo… vedi triste tema della pedofilia.
Hai detto bene: “la Chiesa è fatta di uomini”. Il punto è questo… alcuni personaggi ne sono dimentichi e considerano la Chiesa come realizzata a loro immagine e somiglianza. Quanto di più errato possa esistere. La visione originaria della chiesa era comunità, polis, condivisione dei fatti e delle scelte… quanto di più lontano possa apparire oggi. Dove le voci furi dal coro vengono fatte tacere, emarginate oppure espulse: ogni tanto mi domando se Cristo, ai giorni nostri, non avrebbe rischiato la scomunica…
Visto l’argomento trattato, alcuni commenti relativi a questo post sono riconosciuti come spam dal sistema, e messi automaticamente in coda di moderazione. Ci scusiamo con i lettori e ancora una volta segnaliamo alcuni nuovi commenti, tra cui la risposta di Francesca Busdraghi. Commento 51.
Grazie.
io continuo a non capire il perchè di tutto questo accanimento!! non credo che quelli di philips siano scemi, secondo me dietro a una pubblicità così ci sono mesi e mesi di ricerche, probabilmente anche con il supporto in prima persona di chi una diversità del genere la vive ogni giorno. poi scusate ma i vostri commenti sono lunghissimi, dopo un po’ mi sono perso!
Pace a tutti
marco
ciao francesca busdraghi del commento 51,
più ti arrabbi e più sei divertente. ti prego, continua: sei meglio qui che nell’intervista su vanity fair.
un saluto dal profondo del mio pozzo di ignoranza e inciviltà.
Marco,
Non mi pare che ci sia accanimento da parte di nessuno. Io vedo delle pacate valutazioni sulla efficacia dello spot e su quale impatto possa avere.
Come già detto, si tratta di un promo nato e pensato nel mondo anglosassone, dove la percezione di certe problematiche è ben differente da quella che abbiamo ‘noi’.
Là sono abituati a lavorare gomito a gomito con persone bianche, gialle, nere, rosse… noi no. Noi abbiamo delle reazioni istintive di rifiuto di fronte a quello che non corrisponde ai nostri canoni. Questo dipende, a mio avviso, dal fatto che quelle sono società multirazziali, abituate quindi alla diversità.
Noi siamo esportatori di risorse (diciamo così) e l’attuale fase di immigrazione viene vissuta in termini negativi perchè lo straniero, il ‘diverso’ non è ancora entrato a far parte dell’immaginario collettivo.
Ecco che il nero laureato in legge, l’indiano ingegnere informatico vengono visti quasi con stupore pensando “però… è persino laureato ed anche in gamba” con un non velato senso di stupore.
Altro esempio… la reazione tipica di fronte a Silvia del GF è stata “eppure è una ragazza normale, persino intelligente ed a modo”. Come se questa fosse una eccezione e non la regola. Beh, all’estero questa condizione è vissuta in maniera assolutamente normale e senza pre-giudizi, perchè quello che conta è la persona e la sua capacità di porsi in relazione agli altri e di affrontare i compiti che le vengono affidati.
Questo mi spinge ad affermare che la percezione dello spot, in Italia, sarà differente da quella avvenuta in Inghilterra ed altrove.
Simona
ps in effetti io credevo di essere prolissa, talvolta proto-fessa, però noto con piacere che c’è qualcuna che riesce a scrivere più di me
Marco, dovrai rassegnarti a leggere con Calma (dicono sia anche una fanciulla carina ed interessante) i post precedenti, che forse son leggermente OT rispetto al tema centrale ma a mio avviso interessanti. Ma questa è la valutazione di una parte in causa, quindi del tutto opinabile eheh
ps2 Fermina, qualora fossi(mo) troppo OT non hai che da segnalarlo… tanto le nostre mail le hai… scupoli da moderatrice…
Francesco,
Permettimi. Probabilmente francesca ha adoperato nei suoi post un linguaggio non particolarmente accattivante, però…
Pima che tu mettessi il tuo commento non sapevo chi fosse e tuttora lo ignoro; non ho trovato l’articolo al quale ti riferivi ma con google ho fatto una piccola ricerca ed è saltata fuori questa pagina. Vorrei che la leggessi e riflettessi.
http://www.gaynews.it/view.php?ID=76003
Vorrei che riflettessi su cosa può significare desiderare essere se stessi, se stesse fino a perdere tutto. E lei ha perso tanto, ha perso tutto tranne la sua dignità di persona. Ha dovuto ricominciare da zero… già solo economicamente ha perso quanto gran parte della popolazione lavorativa sogna di poter un giorno gudagnare. Per tacer degi affetti. Che possa nutrire risentimenti e rancori credo sia comprensibile, non trovi?
Io onestamente a questo punto non capisco più molto… chi è più prolissa o proto-fessa di chi… che direzione ha preso il discorso…. comunque cara Simonide un pensiero veloce perchè stasera sono esausta… io credo che se Gesù vivesse ai giorni nostri forse rischierebbe la scomunica ma arriverebbe al cuore delle persone evitando il caos in cui si sta vivendo di questi tempi…ma sai che c’è… forse sarei dovuta nascere, crescere e vivere io almeno 80 anni fa… ormai chi come me pensa che si stava meglio quando si stava peggio siamo una razza in via d’estinzione a cui più nessuno da ascolto anzi.. siamo guardati anche un pò con tenerezza, da altri con fastidio.. ma certamente non più ascoltati.. i tempi vanno troppo veloci per me.. scusa ma stasera sono davvero stanca e la malinconia prende il sopravvento.. a presto notte
Monya,
Il discorso è come un fiume che lentamente scorre… ogni tanto le sue acque si dividono formando piccoli rivoli che scorrono paralleli, ma più a valle tornano sempre ad unirsi all’alveo principale…
Ti cedo la palma della prolissità, e non immagini quanto mi costi tale gesto… io che mi son sempre ritenuta scriba insuperabile, per quanto riguarda la quantità di parole… non certo per la qualità dello scritto!
Io rimpiango gli anni 70-80 quando c’era ancora il rispetto per gli altri… per gli anziani, i ‘diversamente abili’, i meno fortunati. Dove i valori esistevano ancora, e l’autorità della famiglia e delle istituzioni era saldamente presente. L’emancipazione femminile era già una realtà e non aveva raggiunto gli eccessi attuali… dove le ragazzine son peggio dei maschi in tutto: frasario sconcio, aggressioni in gruppo e quanto di peggio si riesca immaginare. Ma non rimpiango i “mitici anni ‘80″ dove il denaro era facile e tutti spendevano… perchè le coseguenze di quegli anni sconsiderati le paghiamo adesso e per ancora chissà quante generazioni.
Gli anni ‘30… no, grazie… non credo mi piacerebbe un periodo governato dalla violenza, con illegalità diffusa e dove le donne erano considerate semplici oggetti di piacere oppure angeli del focolare…
Come vedi anche io sono in estinzione, anche se forse si tratta di un diverso periodo storico…
cara simonide (mi riferisco al commento 62),
hai assolutamente ragione. infatti, come penso si evinca dal tono della mia risposta precedente, non me la sono presa affatto.
Francesco,
Talvolta il sarcasmo ferisce più di un insulto… in certi casi la soluzione migliore è ignorare e passare oltre, non credi?
rivendico la mia libertà di parola sul mio blog.
Uff !!!
Sti giovani… sempre a rivendicare…
eheheh
no, questi giovani che non sanno ma pensano di sapere.Non sanno nemmeno l’uso della lingua italiana, e visto che il signore continua a dare del maschile ad UNA transessuale, io posso dargli del cialtrone
anzi, caro francesco, il tuo modo cosi’ palese di rivoltante disprezzo per le persone che soffrono mi danno solo il senso di quanto tu NON sia ne’ civile, ne’ decente, ne’ , tantomeno, in grado di poter minimamente comprendere la condizione di DIG.
Sai, se io ti faccio ridere tu mi fai solo pena , e tanta, sei solo un poveretto che avrebbe bisogno di imparare a vivere.
oltre che su vanity fair fatti qualche ricerca…. ci sono quasi 5 ore di dirette TV e 4 ore di dirette radio, 10 articoli di giornale e numerose agenzie sulla MIA opera.
ah, per inciso….. l’italiano e’ meglio che torni a studiarlo… ancora non hai imparato ad usarlo a sufficienza.
Francesca,
Sorridendo riprendo te… l’autore dello spot è un travestito, tecnicamente parlando… non è una transessuale come noi. Quindi è a mio avviso corretto se ne parli al maschile.
Riguardo la seconda replica… è la legge che non ammette ignoranza, non la vita sociale. Certi contesti, nello specifico il nostro,son sempre rimasti nel ghetto della diversità della peggior specie e della identificazione con devianza e perversione.
E’ quindi logico che non vi sia -specie da parte di chi non ha esperienze dirette- compassione per un vissuto non sentito. Perchè quello che conoscono è ciò che vedono e leggono… prostitute, viados, lucignolo, spettacoli erotici. E non puoi provare compartecipazione di fronte a questi casi… provi fastidio o ribrezzo a seconda della personale sensibilità. Quindi comprendo benissimo certe reazioni… è solo cercando di portare informazioni oggettive che si può far sì che la gente comprenda.
Comprenda che siamo persone normalissime, magari laureate e con competenze specifiche di alto livello. Non solo le povere ignoranti che sono sulla strada perchè prive di un curriculum utile per un lavoro normale, fosse anche quello di segretaria.
Per questo ho riportato il link ad una mia lunga lettera, lettera dove esprimevo il mio punto di vista su una situazione che è più complessa e dolorosa di quanto comunemente la gente non immagini.
Ma questo è il metodo giusto, non l’aggressione verbale che porta solamente ad accendere gli animi e ad un rifiuto a priori. Spero tu non me ne voglia.
Simona
non ho letto gli altri commenti. Se quel che dico è una ripetizione chiedo scusa.
mi riferisco al commento di Francesca Brusdaghi.
Alessandro…
Premetto che i tuoi quote sono illeggibili, quindi non sono certa di replicare alle tue… repliche. In caso di errori, ti prego di perdonarmi. Visto quanto sopra, non quoto
ma riprendo…
Riguardo la pelle ti sbagli di grosso. Con il passare del tempo, questa si assottiglia conseguendo una struttura molto simile se non identica a quella di una donna genetica. E’ un fatto comprovato e lo posso confermare… sulla mia pelle eheh
La relazione tra pelle, ormoni e laser è priva di nesso logico. Riferendosi al binomio ormoni-laser confermo che i primi aimè non influiscono sulla crescita della barba a causa di una differente struttura rispetto ai peli del corpo (sui quali il trattamento antiandrogenico ha un impatto più o meno marcato, talvolta radicale).
Per quanto riguarda la soglia del dolore… beh, questa come sempre è soggettiva e la statistica mi fa venire in mente il famoso pollo di Trilussa; ma ho fatto una ottima cena ed il pensiero un pochino mi disgusta (quello del pollo, non della statistica!). Un fattore di cui non si tiene conto è la forza di volontà. E lì le persone transessuali probabilmente sono ‘imbattibili’: il desiderio di raggiungere un obiettivo, per quanto doloroso possa essere, fa superare ogni difficoltà. Puoi avere le lacrime che scorrono a fiumi a causa del dolore lancinante, ma resisti… le donne cosiddette “genetiche” spesso rinunciano perchè nella valutazione sofferenza/beneficio non reputano che ne valga la pena. Considerazioni da esperienza pluriennale di elettrocoagulazione ad ago (molto più dolorosa di laser o luce pulsata).
Peniamo
un pò su un certo argomento… la terapia ormonale fa sì che gli antiandrogeni oltre ad inibire la libido riducano in maniera significativa la capacità funzionale dell’organo maschile. Dopo alcuni mesi si diventa sterili. L’erezione diventa molto più difficile e quando avviene è di brevissima durata. Chi per ragioni diciamo professionali (ovvero personali ma è più raro) deve mantenere certe capacità non segue una terapia ormonale completa ma solo funzionale alla femminilizzazione e gli interventi di chirurgia estetica sono necessari per mantenere nascosta una virilità che continua ad essere presente. Nel medio termine risulta che gli effetti di una siffatta combinazione siano devastanti a livello fisiologico.
C’è quindi una d