muto

15Mag08

Il nuovo lavoro di blu, tra la street art e il corto cinematografico.

fonte

senza biglietto

05Mar08

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Ecco un’interessante campagna on line da un paio di settimane. Si tratta di una petizione per il boicottaggio di TicketOne, l’agenzia che monopolizza la vendita di biglietti per l’intrattenimento dal vivo in Italia.
Le motivazioni del boicottaggio sono molteplici:

Perchè i diritti di prevendita ammontano al 15% sul prezzo del biglietto.

Perchè oltre al diritto di prevendita, vengono aggiunte le spese di spedizione (se acquistati via internet), le quali ammontano ad ulteriori 10€.

(…)

Perchè alle volte i biglietti esauriscono nell’arco di poche ore dopo la messa in vendita online, e pechè se non abbiamo potuto/voluto comprarli online, non potremo neanche comprarli nei punti vendita più vicini a casa nostra.

Perchè se lo spettacolo è annullato o rinviato, i diritti di prevendita non me li rimborserà nessuno.

Perchè se non sono riuscito a comprare il biglietto per il concerto del mio beniamino, vorrà dire che la mia unica speranza per assistere all’evento sarà quella di dare i miei soldi a qualche bagarino su Ebay, il quale (più furbo di me) si è comprato tanti biglietti ed ora li rivende a prezzi paragonabili ad un furto a mano armata.

Nessuna reazione, per ora, da parte dell’agenzia, che peraltro era già stata oggetto di simili polemiche già in passato.

Voi che ne dite?

fiabe

12Ott07

Ottima segnalazione di S3keno: osservando la copertina dei n.44 e 45 di Fables di Bill Willingham si nota come l’artista abbia accostato due immagini di Baghdad disegnate dalla stessa prospettiva e con la stessa costruzione, ma drammaticamente diverse: una rappresenta la città delle fiabe coi bambini che giocano, l’altra le devastazioni della guerra con i bambini urlanti. Veramente bello e suggestivo.

(clic sull’immagine per ingrandire)
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multibol

07Set07

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Giovedì 13 settembre alle 19.00 si inaugura “MULTIBOL”, esposizione delle creazioni di BOL23recordz, presso la galleria RGB46, P.zza Santa Maria Liberatrice, 46 (Roma).
La mostra continuerà fino al 20 settembre con i seguenti orari: lunedì 16.00-01.00, dal martedì al sabato 10.00-13.00 / 16.00-01.00, domenica 18.00-01.00.

Per info:
06.45421608, http://www.rgb46.it, info@rgb46.it

Per chi non conosce Bol, che è una firma storica del writing capitolino e nazionale, clic qui e qui.

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4-19 AGOSTO: L’ARTE GIAPPONESE IN MOSTRA A
“IL FRANTOIO” DI CAPALBIO

TOUCHABLE ART:

PLAY THE GLASS di MASUDA HIROMI
e SPACE AND TIME di TSUCHIDA YASUHIKO

Un viaggio dalla Maremma al Giappone passando per Venezia, con l’Arte come filo conduttore: arriva a Capalbio “Touchable Art”, esposizione di opere firmate da Masuda Hiromi e Tsuchida Yasuhiko.

Dal 4 al 19 agosto l’associazione culturale “Il Frantoio”, da sempre protagonista della vita culturale nel borgo toscano, ospiterà presso la propria suggestiva sede di Piazza della Provvidenza 10 le particolarissime opere in vetro dei due artisti giapponesi che, dopo aver vissuto importanti esperienze creative a Venezia, trasmettono i caratteri fondamentali della millenaria cultura d’origine lavorando il vetro secondo i segreti svelati dai grandi maestri vetrai di Murano. Scambio e fusione culturale secondo i principi che fecero grande la Serenissima, storica porta di contatto con il lontano oriente.

Si tratta di un evento molto particolare e difficilmente ripetibile, che porta nel borgo maremmano le opere di artisti che hanno già da tempo raggiunto la notorietà internazionale attraverso memorabili esposizioni alla Biennale di Venezia e nei luoghi più significativi della cultura europea.

“Touchable art” si inserisce in un percorso - che si sta affermando nelle ultime tendenze dell’arte e del collezionismo - di crescente attenzione verso il “vetro”. Un fenomeno in evoluzione, sollecitato dalla particolarità della materia ma anche dalla riscoperta del percorso che porta alla creazione di qualsiasi opera vitrea.

Secondo gli artisti, «in un materiale come il vetro è singolare e intrigante il rapporto tra idea e lavorazione, in cui persiste una millenaria tradizione di riferimento, ma dove l’invenzione continua a rappresentare, comunque, un’entità inscindibile dal suo background culturale». Un interesse condiviso anche da musei, gallerie e case d’asta che registrano un interesse sempre crescente, da parte degli appassionati ma anche di un pubblico sorprendentemente più ampio, verso questo tipo di creazioni.
Continua a leggere ‘toccare l’arte’

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Programma completo qui.

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Il giovane Salvador Dalì era un brillante ed eccentrico studente dell’Accademia d’Arte di Madrid. Entrambe le caratteristiche del genio catalano - la profonda conoscenza dell’arte e l’assoluta mancanza di rispetto per gli schemi e le convenzioni - lo avevano già reso famoso presso la comunità degli intellettuali della capitale spagnola.
Nessuna meraviglia, quindi, che la sua dissertazione di laurea fosse vista come un evento. L’aula ad anfiteatro era gremita in ogni ordine di posti quando Dalì, elegantemente vestito, si presentò al tavolo della commissione.
L’esame funzionava così: sulla cattedra c’era un’enorme urna contenente centinaia di bussolotti, ognuno dei quali conteneva un foglietto su cui era scritto un argomento di storia dell’arte. Gli studenti più preparati pescavano il primo bussolotto e improvvisavano una brillante conferenza. A quelli meno brillanti servivano invece più bussolotti prima di pescare l’argomento su cui erano preparati.
Dalì si sedette, pescò il primo bussolotto e lo aprì. Guardò la commissione, fece di no con la testa e poggiò di lato il foglietto. Un brusio si alzò dall’uditorio.
Il giovane artista pescò il secondo bussolotto. Lo aprì. Guardò la commissione. Fece di nuovo no con la testa e posò di lato il foglietto.
Il brusio era diventato clamore. Il mito vacillava. Tra il pubblico c’era già chi abbandonava l’aula commentando ad alta voce.
Salvador Dalì prese il terzo bussolotto.
Lo aprì.
Guardò la commissione.
Guardò il foglio.
Guardò di nuovo la commissione.
E finalmente cominciò a parlare.
“Sentite - disse - io ho pescato tre bussolotti. Ho letto i tre argomenti.
Il problema è che su nessuno di questi tre argomenti c’è la minima possibilità che voi ne sappiate più di me. Quindi, se volete, passate pure da questo lato della cattedra: io passo dal vostro e vi faccio l’esame”.
Ovviamente Dalì fu immediatamente espulso dall’Accademia. Ma il suo genio visionario ha fatto più scuola di tutti gli accademici del mondo.

The Lowry

30Apr07

The Lowry con i suoi due teatri, una galleria, vari negozi e ristoranti è il centro della vita artistica e culturale di Manchester, e a differenza di tante strutture nostrane fa pubblicità. Non stiamo parlando di inviti o flyer confezionati bene. Stiamo parlando di idee creative che ti fanno venire voglia di vedere una mostra. Non come qua, che le gallerie d’arte c’hanno i flyer che ci metti tre ore a capire come, dove, quando. Ma soprattutto cosa.L’agenzia BJL di Manchester sta facendo davvero un ottimo lavoro.

Rock’n'Roll at The Lowry: retrospettiva fotografica di ritratti rock & pop di Jane Bown

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Goal! World Cup Photography at The Lowry: i più begli scatti della storia della Coppa Del Mondo

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Stickers per Stuart Little che debutta a teatro
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