Hanno detto #1
Inauguriamo oggi la rubrica “hanno detto”, in cui antisanti proverà ad addentrarsi oltre la soglia dello scibile umano, tra i brief dei clienti e le richieste degli account.
Potete contribuire mandandoci una mail.
Dal brief del Cliente:
Nella bodycopy dobbiamo aggiungere il nostro plus: xxxxx è infatti l’unico numero della categoria in cui risponde sempre un operatore in carne d’ossa.
a beautiful mind - pt 2
Che già a capir dove si entra nel sito ci ho messo i secoli, e per un sito di comunicazione non è proprio il massimo. Che già a leggere come si presenta, c’è da prendere e andar via. Io capisco che il signor Mangla è il fondatore di una delle agenzie più importanti di Reggio Calabria, ma una buona dose di modestia, pure falsa, non guasterebbe.

Forse perché nelle loro campagne non fanno altro che usare proverbi e modi di dire?
Da copy, disdegno i giochi di parole. È la legge del copy ad imporlo: quando vedete un gioco di parole nel titolo dovete arricciare la fronte e guardare la pagina disgustati per un buon quarto d’ora. E quando vi capita di farne uno, perché capita eccome, dovete negare la paternità fino alla morte. I titoli dei film storpiati, i proverbi modificati e la rime possono sempre servire, un copy deve tenersele strette come il kalashnikov in Vietnam. Ma il colpo può essere sparato una volta, per disperazione, per salvarsi la vita. Di più non è legale. Ed ecco perché la pubblicità in Italia è così abominevole. Perché c’è chi lo rende non solo legale, ma anche motivo di vanto.
Campagna per l’acqua Mangiatorella, 2006, in cui vengono storpiati 4 titoli di film.
Ma perché dovrei andare dove mi porta il sudore?

Campagna di cattivissimo gusto per Interno 8, negozio di camicie.

Rebus sopraffino. Acem, porte.

E infine, un incredibile gioco di parole con salto mortale. Lirosi Autolinee.

Da dove parte la cattiva pubblicità, in Italia? Dai professionisti del settore o dal cliente incompetente? E quand’è che impareremo ad educarli, questi clienti? Riflettiamo.
Il massacro è finito, andate in pace.


