siamo rovinati
Pubblicitari di tutto il mondo, forse l’ora di sgombrare il vostro ufficetto arriverà prima di quanto crediate. Nel mondo del web 2.0 la pubblicità non poteva certo essere da meno: nasce l’advertising 2.0, nasce un luogo dove gli annunci pubblicitari sono fatti dagli utenti. Ma non stiamo parlando di spoof o finte pubblicità, qui si tratta di annunci veri per clienti veri. Che pagano.
E il meccanismo è semplicissimo: si va sul sito, si sceglie un marchio tra quelli disponibili, si crea una campagna e la più bella vince. Il premio è in Zoop$, che hanno un valore in dollari. Arrivati a 1000 Zoop$ si può incassare il conto.
Pubblivori e studenti di tutto il mondo unitevi, e insegnate all’elitaria classe dei pubblicitari italiani che oggi non basta più tirarsi arie (e non solo) sulle proprie campagnucce mediocri, ma tocca essere creativi sul serio.
www.zooppa.com
jeep waterfalls
Che forma ha la pubblicità quando si supera? Ma soprattutto, di che materia è fatta? Jeep ha voluto esagerare con un ambient media che va oltre ogni attesa. Sempre che qualcuno, nell’attesa, potesse immaginarsi qualcosa di lontanamente paragonabile.
Ecco a voi le prime cascate grafiche del mondo.
(grazie ad Angelo Lo Russo per la segnalazione)
We are made in Italy

15 giovani creativi e artisti solo e assolutamente italiani per realizzare questo nuovo libro di illustrazioni. Ognuno con il proprio stile per darci la possibilità di capire quali sono le creazioni più efficaci per i vari aspetti del mondo della comunicazione, dalla moda, alla grafica, al cinema.
saprosan: *
Questo annuncio non è immediato. Ma non appena si comprende il gioco, grossolano forse, ma molto divertente, ci si rende conto che i creativi sono stati bravi: non deve essere per niente semplice fare un annuncio creativo contro la diarrea.

Saprosan. Ferma la diarrea.
Agenzia: Saatchi&Saatchi Bucharest, Romania
Direttore Creativo: Nick Hine
Art Director: Arturo Vittorioso
Copywriter: Jorg Riommi
Pubblicato: Marzo 2007
promocard: meglio carta bianca
Nel 2006 Promocard in collaborazione con melasuonoemelacanto, detto anche ADCI, ha lanciato “Carta Bianca”: uno spazio per la creatività nuda e cruda, una vetrina per quei pochi eletti degni di fare comunicazione in Italia. Alcune agenzie si sono sfidate sul tema “la buona educazione”, spaziando dal sesso allo sport, dal bon ton alla netiquette, per la serie tutto fa brodo. È possibile vedere i lavori qui, ce ne sono di carini. E di innominabili.
Antisanti con tutto questo bendiddio sul tavolo ha deciso di stilare, sebbene con un po’ di ritardo, la classifica dei 3 peggiori annunci in concorso.
3° posto

“Vibrazione. Minimo disturbo, massima soddisfazione.
Campagna per la buona educazione al telefono.”
Agenzia: Forchets_ Creativo: Luca Bartoli
Prima cosa che non mi torna: se si tratta di buona educazione al telefono, vuol dire che sei al telefono, quindi hai già risposto, ergo l’annuncio è inutile. Non è che quello dall’altra parte sente la suoneria. Al massimo si parla di buona educazione in pubblico. Ma tant’è. Non distraiamoci, ché qui c’è l’headline che ogni buon copy sogna di fare: la head con doppio senso sessuale. Non discuto la scelta, in Italia forse troppo frequente, di buttarla sul sesso. Discuto che un annuncio del genere abbia avuto una promocard gratuita a diffonderlo. La prossima volta, pensate all’ambiente.
2° posto

“Bussate prima di entrare.
Anche a letto ci vogliono le buone maniere.”
Agenzia: La scuola di Emanuele Pirella_Art: Luca Merendi_Copy: Luca merendi_Direttore creativo: Lele Panzeri
Maddai? Annuncio utile, la gente normale ignora che in un rapporto sessuale le persone devono essere entrambe consenzienti.
Diciamo le cose come stanno: hanno trovato una foto provocante, il piercing ricordava la maniglia di un portoncino, ci hanno attaccato un titolo tirato per i capelli per una finta campagna che ha ancora meno senso. In concorso, ha vinto l’argento. Guardate un po’ chi è il direttore creativo? Indovinate chi è il presidente dell’ADCI?
1° posto

Fear Play.
Non prendere a calci lo sport, usa le buone maniere.
Agenzia: Ogilvy_Art: Marco Bertolini_Copy: Francesco Pesaresi_Direttore creativo: Riccardo Torri
Il premio di antisanti come peggior promocard cartabianca va a No Fear. Scatto e post produzione di cristo per una cartolina utile solo ai bulimici.
Una palla di pelle umana, pelosa, con sangue che gronda dalle cuciture per dire di trattare bene lo sport. Raccapricciante. Il titolo recita, con un ancor più raccapricciante gioco di parole: “Fear Play” anziché “Fair Play” e “non prendere a calci lo sport”, quando l’immagine è un pallone da calcio preso a calci.
(per dimostrare che di meglio si poteva fare e si è fatto, ecco un’altra campagna sull’educazione negli stadi)
Conclusioni: il tema libero non è facile come sembra. Ma un conto è andare fuori tema, stupire, e poi chiudere un cerchio. Che è quello che deve fare un buon creativo in una buona pubblicità. Un conto è cagare fuori dalla tazza e poi dire che la composizione è geniale. Succede sempre più spesso, ultimamente.



