Avviso: gli appassionati delle Nike Dunk potrebbero non reggere l’emozione di tale spettacolo.

Nella Dunk Gallery di Tokyio da marzo a giugno hanno esposto una speciale piattaforma con un’enorme Dunk bianca di 1,50×2 metri. E già questo basterebbe a morire felici. Ma ai Giapponesi non è bastato. La scarpa gigante poteva essere personalizzata attraverso un touch screen e un sofisticatissimo gioco di luci per un effetto realistico e incredibile. Una volta finita la personalizzazione, era anche possibile stampare la propria scarpa così da avere un ricordo, ma soprattutto una prova tangibile di aver vissuto quella meraviglia.

Una delle cose che più mi colpisce, qui a Cannes, è vedere gli stranieri che con un leone d’oro in una mano e il telo da mare nell’altra vanno ciabattando sulla croisette alla ricerca di un po’ d’ombra.
Dico, hai in mano un leone d’oro, un premio che probabilmente la maggior parte dei pubblicitari del globo non vedrà nemmeno chiuso in bacheca e te ne stai lì come fosse la cosa più naturale del mondo. Un’altra delle cose che colpisce è la bassa qualità dei film di quest’anno. Non potendo vedere già la selezione finale dei film più belli, in questi giorni mi sono sorbita una quindicina di ore di proiezione, saltando da una categoria all’altra, da un’audiotorium all’altro. Su mille film, me ne sono piaciuti una decina. Forse quindici. In sala pochi applausi, tanti fischi. Aria condizionata all stelle.

Sono delusa dalla categoria stampa, hanno vinto troppi annunci con poco concetto e tanta art direction.

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(può un annuncio così vincere l’oro?)

Tra i vincitori di oro e argento vi segnalo:

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Catena per bicicletta. La bici diventa impossibile da rubare.

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Il tuo corpo è la tua casa. Non fumare. Concetto meraviglioso per una campagna anti fumo.

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Carlsberg presenta le più famose specie di pesci. Per chi ama la birra, ovviamente.

Sono felice che nella categoria CYBER abbia vinto il film virale di Dove “per la bellezza autentica” piuttosto che un filmato idiota e fine a se stesso.

Nella categoria PROMO, il grand prix è stato vinto da Adidas con il poster in edizione limitata stampato con uno speciale inchiostro contenente il sangue degli All Blacks. Un po’ macabro per i miei gusti, ma decisamente d’effetto.

I radio sono molto divertenti.
Il mio preferito è questo, per un programma di Foxtel sul crimine. Per leggere il testo, cliccate su view script.

A presto con i film vincitori.

Ero sul sito dell’ADCI, quando mi sono trovata di fronte a questo:
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Anche quest’anno l’ADCI sostiene i giurati italiani al Festival di Cannes.

C’è qualcosa in questa frase che davvero non mi torna. La prima cosa che mi chiedo, è perché dei professionisti che hanno l’onore e l’onere di rappresentare il loro paese in una giuria internazionale come quella del festival debbano essere sostenuti. E cosa vuol dire, in questo caso, sostenere?
L’ADCI invita a far visionare in anteprima ai giurati italiani i lavori italiani iscritti al Festival. Questo dovrebbe facilitare il compito dei giurati che possono così farsi un’idea della roba di casa nostra, prima di arrivare nel caos creativo e per niente primordiale del Palais.

I materiali dovranno essere accompagnati da un documento con i credits e tutte le informazioni utili a sostenere il lavoro dei giurati.

Sosteniamo il lavoro dei giurati! Mi raccomando! Il documento deve essere speciale, così si ricorderanno meglio della nostra campagna!

Questa operazione dal mio umile e ingenuo punto di vista tende a fare in modo che i giurati italiani si sentano in obbligo morale di votare le campagne italiane. Chiaro, non c’è niente di esplicito, ma davvero la leggo come una sorta di furbata del quartierino, in equilibrio tra illegalità e immoralità. Probabilmente esagero, e vi chiedo di dirmi cosa ne pensate voi, come la leggete voi. Io non appena ho letto il titolo ho pensato che sarebbe stato meglio:
“Anche quest’anno i giurati italiani sostengono l’ADCI al Festival di Cannes”. Ma noi copy si sa, abbiamo la brutta abitudine di osservare un titolo e pensare iioloscrivereicosì.

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Corbis Italia lancia il concorso “Da Leone“.
Dedicato ai creativi delle principali agenzie italiane, la sfida è realizzare la miglior campagna pubblicitaria stampa, attraverso immagini messe a disposizione gratuitamente da Corbis. Il Prodotto è di pura invenzione: “Forfocolor”, un avveniristico spray capace di dare alla forfora, attraverso un rivoluzionario processo foto-mimetico, lo stesso colore dei capelli o dell’abito che si indossa, rendendola invisibile.

Alla squadra vincitrice andrà un soggiorno a bordo della Creative Corbis Boat ormeggiata nel porto di Cannes in occasione del Festival di Cannes dal 18 al 24 giugno, oltre agli accrediti per partecipare al Cannes Lion International Advertising Festival riservati a 4 Young Creative e 3 Delegate. A tutti i lavori creativi, inoltre, sarà dedicata una speciale mostra presso la sede di Corbis Italia.


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