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amnesty international: firma
Fare una campagna sociale è troppo facile, si dice. È facile commuovere le persone, o scuoterle con immagini cruente. Io penso siano stronzate. O meglio, credo fosse un discorso valido qualche anno fa, quando attirare l’attenzione era più semplice e il cervello non era ancora abituato a districarsi tra i diecimila e più messaggi che nel 2007 ci bombardano ogni giorno. Ormai abbiamo assunto un meccanismo di difesa non indifferente, la pagina con un bambino nero che piange non ci fa più effetto della nonnina Ace nella pagina affianco. Quindi forse si può dire che è più facile mettere tutti d’accordo, con una campagna sociale. Che è più facile emozionare, con una campagna sociale.
Ma sulla storia dell’attenzione non c’è scusa che tenga, devi essere bravo se vuoi richiamare l’attenzione del tuo spettatore, devi saperlo inchiodare alla poltrona o sul foglio, e poi dirgli qualcosa di davvero sensato. Questo non mi sembra troppo facile.
TBWA\Parigi c’è riuscita con Amnesty International, strappando anche un oro a Cannes.
Un trattamento raffinato e una musica ancor più raffinata. Niente sangue, e un concetto semplice verbalizzato in modo semplice. Godetevelo.
Your signature is more powerful than you think.
Agenzia: TBWA\PARIGI
Direttore Creativo: Erik Vervroegen
Copywriter: Stephane Gaubert
Art Director: Stephanie Thomasson
live from cannes - film
Anche nella categoria film, solo due shortlist per l’Italia.
Passano in finale:
1861United con alcuni soggetti del film per Vodafone Italia che vedono protagonisti Totti e Gattuso.
Arnold Worlwide Italia con il pesce d’aprile di MTV. Il video passò per tutto il primo aprile senza il cartello finale, lasciando credere agli spettatori più ingenui che fosse una pubblicità vera. Il mistero fu svelato solo nei giorni successivi: era MTV che lanciava l’allarme sulll’innalzamento delle acque.
Un’idea davvero nuova e divertente, un leone sarebbe più che meritato. Antisanti fa il tifo per Arnold.
I dettagli
C’era una volta un film di animazione. C’era una volta l’ufficio stampa che lo doveva comunicare.
L’ufficio stampa ebbe la brillante idea di organizzare un press tour per la stampa di tutta Europa presso una ridente isola greca, dove il film sarebbe stato proiettato e presentato in un idilliaco clima vacanziero.
Tutto era organizzato alla perfezione: i giornalisti furono accolti all’aeroporto da stupende hostess sorridenti e accompagnati al resort dove, per i due giorni successivi, furono coccolati e spupazzati a dovere.
Infine, la proiezione. Rilassata e satolla, la stampa la accolse con unanime plauso.
Rimaneva solo un ultimo sforzo: scrivere gli articoli e inviarli al giornale.
Non vi preoccupate - aveva assicurato il solerte ufficio stampa - abbiamo attrezzato una sala con dei portatili di ultima generazione connessi in wireless. Potrete completare il vostro lavoro in modo veloce e indolore per subito tornare alle mollezze cretesi.
I giornalisti si avviarono verso la sala stampa. Ed un unico dettaglio sfuggito ai press agents innescò il dramma.
I computer erano nuovi, lucenti, immacolati.
Erano perfettamente funzionanti.
La connessione era veloce e affidabile.
Ma erano computer greci.
E, ovviamente, tutte le tastiere erano in greco.



