pesi massimi

24Apr08

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Una volta frequentavo una ginnasta. Quand’era sotto gara, il suo peso forma scendeva a 42 chili.
Oggi scopro che, mentre ci inventiamo sempre nuovi metodi per calcolare il valore di una rassegna stampa, c’è ancora chi utilizza il sistema più antico del mondo.
Complimenti quindi ai colleghi dell’ufficio stampa del comune di Bra, che posano felici di fronte ai loro 23 volumi di rassegna stampa, per un totale pari - appunto - al peso della signorina di cui sopra.
Ai colleghi (che rimarcano con giustificato orgoglio i 3 chili in più rispetto all’anno precedente), l’augurio di raggiungere presto il mezzo quintale.
A me, soltanto il dubbio su cosa avrebbe detto un mio cliente se avessi aspettato metà aprile per consegnargli la rassegna stampa dell’anno precedente.

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Quella che vedete è la nuova campagna del Ministero della Salute per la “buona sanità”, un omaggio ai primi 30 anni del servizio sanitario nazionale. È costata un milione e mezzo di euro, ed è firmata Oliviero Toscani. Il fotografo ha affermato di non aver fatto altro che prendere alla lettera il brief ricevuto dal ministro: “vorrei una bella sanità”. Detto, fatto. Ecco il capolavoro.
E badate bene, non è ironia la mia. Tutti i blog di comunicazione sono già passati all’attacco, ma io la penso diversamente. Non credo che Toscani sia così ingenuo. Siamo di fronte a una presa per il culo in piena regola che nemmeno il cliente ha capito. Mentre Prodi afferma che “dà un’immagine della sanità molto positiva, un senso di giovinezza … di sorriso” e la Turco precisa “abbiamo sentito il dovere di fare questa campagna che dia un messaggio di ottimismo, di fiducia, perchè sappiamo di poterlo fare…” io sono certa, certissima, che Toscani se la stia ridendo sotto i baffi.

Se mi dicono Poste Italiane io penso subito ai paguri e “la porta zio”, oltre all’affissione che tappezza l’Italia in questo momento: Costa poco mandarlo a quel paese (riferito al pacco internazionale, non al Gruppo Poste).

Se mi dicono Poste Australiane, invece, penso a questa meravigliosa campagna istituzionale: sette film da 30 secondi, uno per ogni giorno della settimana. Sette esecuzioni differenti in cui si descrive ciò che succede nella vita, e alle Poste, ogni singolo giorno.
Dice cose anche ovvie, ma le racconta in un modo ovvio per niente.
Per esempio lunedì è il giorno in cui si inizia la dieta. Martedì è il giorno in cui tutti i ristoranti son vuoti, ma i cinema sono pieni. Mercoledì è la voglia di arrivare a venerdi. Venerdì è il giorno in cui anche il cibo sembra più buono. E domenica non si chiamano gli amici prima delle 11. Australian Post è con te ogni giorno, in ogni cosa che fai.


Se capite l’inglese, non perdetevelo.


Australian Post. Part of everyday.

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