i sette peccati di internet

Quali sono gli errori più ricorrenti di chi comunica on line? Antisanti ospita un esclusivo contributo di Olly Swanton, fondatore di Way to Blue, agenzia leader in Europa nelle PR digitali.
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non lo so.
Pur essendo cattivi per definizione, non ce la sentiamo ancora di bocciare PR Italia, “la comunità dei professionisti italiani di relazioni pubbliche”.
Nemmeno di promuoverla, a dire il vero.
Per adesso ci abbiamo letto un paio di minchiate (purtroppo non abbastanza esilaranti da essere citate) e qualche intervento breve ma estremamente interessante da parte di colleghi autorevoli.
Seduti in riva al fiume, aspettiamo di vedere come andrà a finire.
c’è crisi
Comunicare la crisi nell’era di Youtube: interessante presentazione ricca di esempi pratici. Fatela leggere ai vostri clienti e colleghi italiani.
invio il mio curriculum
Voi la assumereste?
Io come prima cosa le chiederei di comprarsi una tastiera italiana, non sopporto gli apostrofi al posto degli accenti…
videodemocrazia

Arbaka, portale tematico dedicato all’intrattenimento, propone in questi giorni un progetto web 2.0 particolarmente interessante: una piattaforma televisiva (ovviamente via internet) in cui ognuno degli utenti può creare e condurre in diretta la propria trasmissione, senza nessun tipo di censura o quasi. Avrà successo? Che tipo di persone saranno questi showmen e showomen autoreferenziati?
Antisanti segue con interesse, pur dovendo ammettere con dispiacere che il comunicato che è stato fatto girare (e che potete leggere cliccando alla fine di questo post) ha alcuni passaggi un po’ troppo zoppicanti e che fanno a pugni con il giudice implacabile di ogni comunicatore. E vabbè. Benvenuti nell’era dell’Italiano 2.0.
free wiki
Wikipedia, come tutti sanno, è uno dei principali strumenti di comunicazione del web 2.0. Visto il successo del progetto, nulla di strano se l’enciclopedia on line viene presa d’assalto dalle agenzie di relazioni pubbliche che, in barba al principio del punto di vista neutrale, inseriscono o modificano voci in senso positivo o favorevole nei confronti dei propri clienti.
Un interessante articolo di PRWeek sull’argomento svela alcuni comportamenti discutibili da parte dei PR e le conseguenti contromosse da parte di Wikipedia.
Clic per ingrandire e leggere.

barbie world
Si è già scritto abbastanza della questione del ritiro dal mercato di alcuni prodotti Mattel per colpa di un’elevata presenza di piombo nelle vernici e di alcuni piccoli magneti che si staccavano troppo facilmente.
La stessa gestione della crisi da parte dell’azienda sta ricevendo parecchi commenti positivi da parte degli analisti, visto che sembra improntata alla trasparenza ed alla ricerca dell’empatia/identificazione tra consumatore e azienda: lo stesso CEO, Bob Eckert, non ha mancato di ricordare che è padre di quattro ragazzi, durante il proprio videomessaggio di scuse al mondo.
Insomma, Mattel è riuscita più o meno a limitare i danni, che nella coscienza collettiva sono andati a ricadere sul Grande Satana di questi mesi: la Cina (tutti sanno che i prodotti incriminati sono stati realizzati proprio nel Paese di Confucio). Complice l’avvicinarsi delle Olimpiadi del 2008, l’opinione pubblica sta infatti riversando un’attenzione continua e per certi versi morbosa a tutto ciò che accade dalle parti di Pechino. I cinesi copiano le Ferrari. I cinesi mettono l’antigelo nel dentifricio. Addirittura, quando arrivano in Italia, i cinesi turbano l’ordine costituito delle nostre città.
Nessuno nega che alcuni aspetti del sistema cinese, socialista di facciata e in realtà vittima di un liberismo sfrenato, siano assolutamente criticabili, ma il sottoscritto ci sente ugualmente puzza di bruciato. Un deja vu del periodo in cui si diceva che erano i giapponesi a copiare tutto e a mangiare schifezze. Ed era proprio il periodo del boom produttivo del Sol Levante.
In pratica, quando un paese lontano geograficamente e culturalmente dal nostro minaccia di diventare una superpotenza economica, si scatena un coro di voci per screditarlo. Reazione spontanea alla minaccia o campagna orchestrata? Probabilmente un insieme delle due cose.
pr for propaganda

John Stauber è un attivista americano che si occupa di mettere in guardia le persone contro l’uso distorto e, in alcuni casi, criminale delle PR.
Ha suscitato molte polemiche negli States e sinceramente non sempre mi trovo d’accordo con lui. Però chissà uno così quante ne avrebbe da raccontare anche dalle nostre parti…
l’ultima spiaggia.

Solo un pr poteva salvare Paris Hilton.
La signorina ha infatti recentemente affidato la gestione della sua immagine a Mike Sitrick, esperto di relazioni pubbliche noto per i suoi metodi spregiudicati (alcuni dei quali hanno nomi pittoreschi e un po’ inquietanti tipo “gli squadroni della verità” e “la ruota del dolore”) e le sue tariffe che si aggirano sui 700 dollari all’ora. Tra i clienti che Sitrick ha seguito in passato, l’arcidiocesi di Los Angeles dopo lo scandalo pedofilia.
Buon lavoro.
virtualmente
Un esempio di conferenza stampa virtuale: la presentazione di Transformers su Second Life.
Prima parte:
Seconda parte:
…e transcript dell’evento.



