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Questo è un racconto di quelli veramente interessanti. Una case history che, se il mondo andasse come dovrebbe, sarebbe destinata a finire nei manuali.
Una storica agenzia di comunicazione suggerisce a un grosso cliente di sviluppare una community dedicata non solo ai propri consumatori ma anche agli appassionati ed ai simpatizzanti di un determinato “mondo” di riferimento. In questo caso si parla di barbecue e grigliate, un tema che ai goderecci italiani non poteva non piacere.
Fin qui carino, ma niente di particolare.
La svolta si ha quando la community diventa così grande e autorevole che l’azienda decide di trasformarla in un brand. Quello che doveva essere un semplice espediente di comunicazione consumer, slegato dal marchio, diventa un prodotto di punta.
Il pr diventa marketer.
E l’occasione per presentare il prodotto è ovviamente una mega grigliata sulla spiaggia.
Con vip, esperti, nutrizionisti, chef e, soprattutto, il primo campionato nazionale di barbecue.(clic sull’immagine per ingrandire…mi dispiace aver dovuto oscurare i riferimenti)
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10 a lode a chi ci ha lavorato. E buon appetito agli altri.

misurarsi

19Giu07

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Seminario: “Misurazione dei risultati”

Padova, 28 giugno 2007, presso la sala Convegni della CCIAA di Padova, Piazza Insurrezione 1.

La giornata di formazione offrirà un quadro completo e aggiornato dei metodi di misurazione della comunicazione più diffusi nella pratica professionale. In particolare i contenuti saranno i seguenti:

Il processo di valutazione
Come costruire un efficace processo di valutazione. I principi chiave. Gli errori più frequenti e alcuni casi di insuccesso nella misurazione.

La valutazione degli strumenti e dei programmi di comunicazione
La griglia dei livelli e degli effetti da misurare. La valorizzazione economica dei risultati delle relazioni con i media. Le sfide poste alla misurazione dai new e dai social media.

La misurazione dell’impatto della comunicazione sulle performance aziendali
La valutazione dell’impatto della comunicazione sulla reputazione aziendale. La valutazione della qualità delle relazioni con gli stakeholder. Le formule di calcolo del ROI della comunicazione. L’applicazione del modello della Balanced Scorecard alla comunicazione.

L’intero programma d’aula sarà arricchito da casi pratici e best practice nel campo della misurazione, con l’illustrazione anche di alcuni casi di insuccesso.

Per info clic qui.

comin’

19Giu07

cura del corpo

12Giu07

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Un progetto su cui sto lavorando proprio in questi giorni.

Venerdì 15 a Jesolo Comunicare lo Sport, Comunicare con lo Sport.
Convegno organizzato da Night Marathon con la partecipazione di esperti ed addetti ai lavori. Se siete da quelle parti, andate un po’ a sentire che si dice.

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La nuova cartella stampa Chiquita è l’esempio di come si possa ancora fare ottima comunicazione con degli strumenti assolutamente classici: testi chiari e leggibili, foto suggestive e perfettamente correlate al brand e ai suoi valori, sapiente dosaggio dei colori.
Il tutto - va detto - senza spendere una fortuna e senza inventarsi nulla di astruso: “divertente”, “colorato”, “semplice”, “affidabile” sono i primi aggettivi che questo press kit fa venire in mente…e mi sembra che rispecchino perfettamente il messaggio che vuole trasmettere.
I credits sono all’ultima pagina.

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In Irlanda è stata bloccata la commercializzazione dei farmaci contenenti nimesulide, il principio attivo del famoso Aulin. Storia di crisis management e di come reagisce l’industria farmaceutica.

L’articolo completo è sul sito Ferpi.

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Il fenomeno della comunicazione politica dell’anno è sicuramente Tania Dervaux. Bella candidata alle elezioni in Belgio, promette sesso orale agli elettori che si iscrivono al suo sito.
Sono passati i tempi in cui il voto di scambio garantiva posti di lavoro e anche i tempi di Cicciolina in Parlamento e Moana candidata. Rimangono i dubbi di chi pensa ancora che la politica sia cosa seria.
Ma, se l’obiettivo è ottenere spazio sui giornali, Tania ha già vinto.

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Un’altra nostra giovane lettrice nonchè professionista della comunicazione ci segnala una sua iniziativa. L’occasione è la pubblicazione di “Più meglio di Cenerentola”, la prima uscita della nuova collana Le Zandeguide, che dà dritte e consigli semi-seri alle aspiranti principesse di oggi.

L’iniziativa promozionale è rivolta alle lettrici, dai 18 ai 30 anni: dovranno inviare una loro foto che le rappresenti come principesse moderne e una pagina del libro in cui la lettrice dovrà rispondere alla domanda: “Qual è la caratteristica magica che ti rende una principessa moderna?”. La selezione fotografica verrà pubblicata sul sito internet http://leprincipessemoderne.wordpress.com e le sette foto, come le sette meraviglie, (con relative risposte) più belle o originali
saranno esposte in una mostra itinerante, durante le presentazioni della guida, in autunno.

Ovviamente non mancano le iniziative collaterali, come i casting pubblici, per l’occasione ribattezzati “Princess Days”. I media (Radio Deejay, Radio Flash, Radio 24, Glamour, Leggo, Cosmopolitan, Top Girl, La Stampa…) hanno gradito parecchio.
Brava Alice.

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Angelo Lorusso è un giovane e brillante collega che si occupa di pr e progetti digitali. Abbiamo ricevuto da lui questa riflessione, anticanonica come ci piace. Voi che ne dite?

A volte mi domando quanto le possibilità multimediali abbiano cambiato il modo di vedere le cose e quanto lascino il segno sull’immaginario collettivo odierno.
E, intendiamoci, non voglio fare il solito discorso sulla rivoluzione del digitale.
Mi riferisco agli ultimi casi dall’”alto tasso di notiziabilità”, come atti sessuali in luoghi e situazioni pittoresche, atti di bullismo e vandalismo, filmati di idiozie giovanili et similia.
Io, tornando indietro con la memoria, le cose viste nei video tanto decantati come Orrori-di-questa-società-che-oddio-dove-sta-andando-a-finire le ho viste tutte. E sono restio a credere che nessuno poteva immaginare che nelle scuole ci sia emarginazione per i “diversi” o atti sessuali dove ci si pavoneggia per la propria disinibizione. Allora questo oblò che si apre, facendo risaltare questo spaccato di realtà cruda…come lo definireste? A me piace chiamarlo Buonismo.
Una delle malattie peggiori della realtà odierna, che dista solo 2 metri dall’ipocrisia. E’ più subdola però, si insinua sottopelle e si nutre di concetti bagnati nel cattolicesimo (non Cristianesimo, eh!) e nella sfera della delle responsabilità delegate.
Insomma non mi interessa sottoporre il problema del fatto che una notizia che effettivamente non lo è, o che forse si basa su comportamenti intrinseci alla natura umana, riempa pagine…non mi importa davvero.
Mi interessa constatare l’acriticità e la mancanza di “memoria storica” con la quale noi la accogliamo e capirne il perchè. Cos’è che ha spinto kili di fogli scritti con la solita grafia (e neanche in bella copia) sotto il megariflettore di pubblico dominio?
Il fenomeno della pertinenza.
Lo stesso che infiamma i forum con flames sulle discussioni più inutili, con le considerazioni più superficiali che nel discorso parlato sono solo onde acustiche che si perdono nel rumore del traffico o della muzak.
La pertinenza tiene in vita cose che, per percorso naturale, dovrebbero riposare in pace da tempo… crea il fenomeno del sovraffollamento informativo… il Kaos.
[Voce impostata fuori da un megafono] ATTENZIONE: Cose dette per dire in pdf, potrebbero sembrare il nuovo vangelo o il libretto di istruzioni di un polmone d’acciaio.
Quindi tenere in vita e vero ciò che se lo merita è una missione per chiunque disponga di un apparecchio multimediale.
I vostri Hard disks e le vostre schede di memoria si sentiranno meglio a cuor leggero… I cd o i dvd un po’ meno.
Fatelo almeno per me, così non mi secco a vedere i soliti rss su questi argomenti.
Abbiamo parlato di qualcosa che dipende da noi…avremo modo di affrontare anche quello che non è in diretta dipendenza dalla nostra volontà…pure.
Maledetta Pertinenza.


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