Non amo criticare il lavoro degli altri. So bene che molti degli annunci in giro sono il risultato di perverse e deliranti richieste di clienti alla deriva, e spesso i creativi altro non possono fare che osservare mesti la loro creatura trasformarsi, a furia di modifiche, in un orripilante mostro a 6 headline.
Il problema sorge quando la creatività brutta non solo è nell’idea originale, ma viene iscritta con orgoglio ai vari festival e concorsi.
Del Festival di Cannes e dell’ADCI parleremo più in là, perché oggi è la giornata dedicata al radiofestival.
Ecco i sei finalisti che vi consiglio di ascoltare con le vostre orecchie. C’è da chiedersi se questo è davvero il meglio pervenuto a Sipra quest’anno, perché è difficile da credere. Carino il radiocomunicato di Nike che vende Materazzi come un vero e proprio armadio, peccato che Adidas abbia avuto la stessa idea già nel 1999 con l’agenzia Leagas Delaney di Londra. Interessante la proposta per Cartoon Network sui provini in cui personaggi improbabili aspirano al posto di Titti recitando la sua famosa frase. Chiedo ai copy. Quante proposte radio avete fatto sfruttando l’idea del provino in vita vostra? Più di 500 o più di 1000?
Perché il radio RAS sia in finale è invece uno di quei misteri destinati a durare come il caso di Cogne a “Porta a Porta”. Non manca Fiorello che imita Camilleri per Fiat, né Telecom con al seguito mago napoletano, tanto per dimostrare a Sipra che la commedia all’italiana in pubblicità funziona ancora, e quanto ce piace. Infine c’è CGIL contro il lavoro nero, in cui un barman italiano canta un blues dell’Alabama e secondo me tra questi merita il primo posto. Però per votare bisogna sceglierne per forza tre. Tre sono tanti. Io quest’anno mi astengo.


